L’AQUILA – Sulla nomina dei due direttori generali delle Asl tuttora vacanti, ovvero i manager delle aziende provinciali di L’Aquila e Chieti, nervi tesi nella maggioranza di centrodestra in Regione per i ritardi nella scelta dei dg e non solo. Tutto sembrava pronto per la giunta decisiva, fissata per questa mattina ed in corso, invece i fronti ancora aperti sono troppi – molti legati al più ampio spoils system da attuare – e quindi non ci sarà la fumata bianca.
Ma per non esacerbare i toni, secondo fonti vicine alla maggioranza di centrodestra in sella dal 10 febbraio scorso, il presidente, Marco Marsilio, a cui spetta la firma dei due decreti, potrebbe annunciare la rosa dei papabili. Con il nodo che poi sarà sciolto in una giunta straordinaria nel corso di questa settimana dopo la riunione dei segretari dei partiti della coalizione fissata oggi, poi slittata a mercoledì, nel corso della quale si parlerà di tutte le nomine, oltre cento e delle percentuali di rappresentanti dei vari partiti.
Comunque, la strada della scelta dei dg è stata caratterizzata da molti ostacoli: ad un quadro politico di grande tensione, si aggiunge il fatto che, secondo quanto si è appreso da fonti interne, addirittura il 30 per cento dei profili considerati idonei avrebbe declinato l’invito non presentandosi ai colloqui. Il perché sarebbe dettato dall’esiguità del compenso previsto, molto più basso rispetto a quanto viene assicurato in altre regioni.
Il centrodestra quindi è alle prese con le rinunce per la non concorrenzialità dei contratti, un fatto molto importante e ostativo perché si riduce di molto il lotto dei professionisti più bravi.
A proposito di idonei, l’altro dato è che la commissione presieduta da Emanuela Grimaldi, la dirigente da poco diventata direttore del dipartimento alla Presidenza e ai rapporti con l’Europa, di cui fanno parte anche Giampaolo Grippa, rappresentante designato da Agenas, Augusto Carluccio dell’Università di Teramo e la segretaria Grazia Palma, ha appena terminato i lavori per la seconda ondata di colloqui a seguito della riapertura dei termini del bando provocata dal ricorso di uno dei partecipanti che ha eccepito il limite di età di 65 anni. Un atto che ha portato la Giunta, su input dell’Avvocatura, a recepire questa indicazione come fondata, e a pubblicare un nuovo avviso.
Per la Asl provinciale di Chieti sembra salda la posizione come favorito di Francesco Zavattaro, ora dirigente amministrativo ad Udine, già direttore generale nell’azienda teatina per due mandati non consecutivi per i quali sarebbe stata superata una presunta incompatibilità, di fatto cacciato dall’ex presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, del partito Democratico, rimpiazzato poi con Pasquale Flacco.
Si riaprirebbero invece i giochi per la Asl provinciale dell’Aquila: in ribasso le quotazioni di Ferdinando Romano, a lungo in pole position, tengono le new entry Vincenzo Ciamponi, direttore amministrativo della Asl di Desenzano sul Garda in provincia di Brescia, conosciuto in Abruzzo perché alle dipendenze, dal 2003 al 2007, della clinica privata pescarese Villa Pini e Antonio Paone, legato da una vecchia conoscenza con Marsilio, direttore della Asl Roma 2, proprio l’uomo che, inizialmente escluso dai papabili perché il bando originario prevedeva il limite di età a 65 anni, con un suo ricorso al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha causato il cambiamento in corsa.
Per Paone, professionista vicino al presidente Marsilio, si era anche parlato di una chance nella Asl di Chieti. Non è del tutto tramontata, però, la candidatura di Romano, ex docente d’Igiene alla facoltà di Medicina dell’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti e Pescara, ex direttore dell’Agenzia sanitaria regionale abruzzese ai tempi del centrodestra Gianni Chiodi, poi direttore generale della Asl Roma D (Ostia e territori limitrofi) nominato da Renata Polverini, ex presidente di centrodestra della Regione Lazio.
Sui dg si registrano anche problemi burocratici nella maggioranza: le nomine non sono state portate nella giunta di oggi perché il summit tra i segretari dei partiti di maggioranza in programma oggi dopo il rinvio del lunedì precedente, è stata posticipata a mercoledì prossimo.
Quindi, il tutto potrebbe slittare alla giunta di lunedì 12, a tre giorni da Ferragosto, oppure in una seduta straordinaria a metà della prossima settimana. Comunque, nomine che causano l’entrata in assetto dei nuovi dg dopo la pausa estiva, epilogo che più di un assessore avrebbe voluto evitare.
A questa situazione si aggiungono anche i precari equilibri politici, in particolare per l’accordo non ancora trovato in una coalizione litigiosa con il blocco Fdi-Fi che la pensa diversamente dalla Lega, partito azionista di maggioranza, che a sua volta sconta spaccature interne e inesperienza. Con in mezzo l’assessore alla sanità Nicolettà Verì, già al centro delle polemiche per il piano di riordino della rete ospedaliera, che viene accusata dal suo stesso partito di non rappresentare gli interessi dei salviniani ma di essere troppo vicina al presidente, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, e a Forza Italia.



