L’AQUILA – “La nostra tradizione prevede un grande impegno nelle sperimentazioni, siamo centro di riferimento per trial clinici interventistici, numerose aziende ci hanno scelto per poter completare l’iter di approvazione dei loro farmaci, le multinazionali investono nel nostro reparto. Questo ci consente di essere sempre aggiornati e permette alla Asl e all’Università di avere grande visibilità e soprattutto al paziente di accedere a terapie innovative in maniera del tutto gratuita, alleggerendo anche il sistema sanitario dalle spese dei farmaci”.
Così, ad AbruzzoWeb, la professoressa Maria Esposito, responsabile del reparto di Dermatologia Generale ed Oncologica a Direzione Universitaria dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila e direttrice della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università dell’Aquila.
Nella lunga intervista, Esposito ripercorre la storia di un reparto di eccellenza – che nel 2025 ha effettuato circa 20mila prestazioni e oltre mille interventi chirurgici ambulatoriali -, analizzando le principali innovazioni scientifiche che hanno contribuito all’evoluzione della Dermatologia moderna nell’ambito della Medicina.
“Oltre alle attività di ricerca clinica che si svolgono in reparto, siamo impegnati in progetti di ricerca scientifica – ricerca sulle basi molecolari delle malattie dermatologiche – presso il Discab (laboratorio di dermatologia presso edifici Coppito 2) dell’Università dell’Aquila”, evidenzia Esposito.
“Grazie a tantissime acquisizioni scientifiche e tecnologiche degli ultimi anni la figura del dermatologo è diventata una figura più centrale nella medicina e molto poliedrica – sottolinea -, dall’ambito chirurgico a quello oncologico, fino ad arrivare alle malattie infiammatorie e, soprattutto, a contatto con le grandi innovazioni di tipo farmacologico. Una specializzazione sempre più attraente, tanto che è un’osservazione comune che tanti giovani neospecialisti in Medicina hanno l’ambizione di diventare dermatologi. Questo perché consente una grande variabilità ed è molto bello per chi opera in un ambito ospedaliero universitario, per le grandi possibilità di interazioni multidisciplinari”.
“Il reparto di Dermatologia all’Aquila, che attualmente dirigo, è di matrice universitaria – spiega Esposito -, è nato oltre trent’anni fa con il professor Sergio Chimenti, che è il mio mentore e maestro e che ha lasciato una grande tradizione attraverso altre figure di spicco nel panorama nazionale e internazionale come le professoresse Ketty Peris e Maria Concetta Farnioli. Ho ereditato il testimone di una scuola dermatologica, è molto di più di una successione. Sento il senso del trasmettere una cultura, e la cultura che appartiene a questa scuola è innanzitutto quella dell’ambizione all’eccellenza, cercare di svolgere il proprio lavoro sia in termini scientifici, universitari, ma anche in termini assistenziali e clinici al meglio delle proprie possibilità. Questo significa mettere al centro la conoscenza, l’aggiornamento scientifico e l’aderenza stretta alle linee guida, cercando di offrire al paziente, a prescindere dal luogo in cui ci si trova – che esso sia una dimensione ospedaliera come quella del ‘San Salvatore’ o la nostra missione sul territorio, quella che svolgiamo presso l’ospedale di Avezzano – lo standard più elevato di cura”.
“Chiaramente – osserva – questo non sarebbe possibile se non ci fossero aiuti strutturali da parte della Asl aquilana e una grande collaborazione con la Direzione strategica. Un rapporto cresciuto negli anni ma soprattutto di recente dopo il covid. Dal 2020 è stato possibile assumere diverse nuove figure di dermatologi giovani, esperti, ospedalieri, dirigenti medici che hanno ognuno una propria sottospecializzazione. La nostra è un’unità nota per avere una grande esperienza in ambito oncologico, ma di recente abbiamo potenziato anche molto le nostre capacità in ambito infiammatorio. Abbiamo diversi ambulatori dedicati alle malattie infiammatorie quali la Psoriasi, la Dermatite atopica, abbiamo un ambulatorio dedicato all’Alopecia e di recente uno dedicato alla Vitiligine e all’Idrosadenite. Dall’altra parte resta la tradizione oncologica, quindi seguiamo in maniera molto attenta e anche multidisciplinare i pazienti con neoplasie cutanee e grazie all’esistenza di una rete territoriale e di un Pdta interno riusciamo ad esser un punto di riferimento per i tumori cutanei”.
C’è poi il tema della prevenzione che, evidenzia Esposito, “richiede grandi sforzi, grande collaborazione tra territorio ospedale e grande esperienza, perché la prevenzione in ambito dermatologico riguarda tutta la popolazione da 0 a 100 anni, maschi e femmine. Dal punto di vista organizzativo e strutturale mette a dura prova il sistema, perché nessun sistema, né privato né pubblico, potrebbe reggere una visita di controllo annuale per ogni cittadino. Dobbiamo essere bravi, ed è quello che stiamo cercando di fare, a stratificare la popolazione che si rivolge alla nostra struttura anche per motivi preventivi, cercando di selezionare i pazienti che hanno necessità del controllo annuale, perché non tutti hanno l’impellenza di un controllo annuale, questo è molto importante dirlo”.
In questo sento, spiega, “abbiamo quindi cercato di creare delle classi di priorità anche internamente, strutturando un accesso con precedenza ai casi più urgenti. Questo è possibile grazie alla collaborazione con i medici di medicina generale, i pediatri, i dermatologi del territorio. È molto importante il rapporto con il medico di medicina generale perché nel suo ruolo riesce a programmare controlli per chi ha familiarità per neoplasie, per chi ha avuto storia di melanomi, per chi ha molti nei e per chi ha lesioni nuove. È fondamentale anche l’autoesame, cercando di capire se le lesioni si modificano o se ne compaiono di nuove. In tutti gli altri casi è anche pensabile un controllo ogni 2-3 anni”.
Una questione che si collega inevitabilmente alle liste d’attesa, “che si saturano in maniera molto veloce, spesso anche a causa delle visite con un intento preventivo”.
“È molto importante differenziare – aggiunge -: noi, in primo luogo, cercheremo di aiutare i medici di medicina generale a distinguere meglio, infatti con la collaborazione dell’Ordine dei Medici, appena dopo l’estate, promuoveremo delle giornate in cui apriremo le porte del nostro reparto ai medici, proprio per aiutarli a distinguere le priorità. Per quanto riguarda gli altri Pdta che abbiamo, quindi sia quello dei tumori cutanei che quello della dermatite atopica, diamo proprio la possibilità agli specialisti sul territorio di prenotare direttamente una visita di secondo livello da noi. La cosa importante, anche per migliorare questa situazione ,è considerare la dermatologia oncologica del ‘San Salvatore’ una struttura di secondo livello, quindi destinata ai casi gravi, ai pazienti con neoplasie avanzate, che necessitano di terapie innovative, farmaci di ultima generazione per le varie patologie. È molto importante per noi la collaborazione con gli specialisti che operano sul territorio”.
E a proposito di sfide future: “sono tante, siamo una struttura a direzione universitaria, quindi abbiamo l’interesse che la nostra sia proprio una scuola, presso il nostro reparto operano gli specializzandi, gli specialisti in formazione e in dermatologia. Oggi la dermatologia rappresenta una delle specializzazioni più richieste, per poter accedere a una scuola i neolaureati devono avere dei punteggi e curriculum di grandissimo valore, quindi siamo molto fortunati perché nelle scuole di dermatologia, questo non soltanto all’Aquila, ma in tutta Italia, ospitiamo veramente ragazzi molto preparati e molto bravi, aspetto che ovviamente migliora molto anche il servizio al paziente”.
“Per il futuro quello che non deve mai mancare è il rinnovamento del personale, siamo da poco diventati unità operativa complessa, quindi quello che mi piacerebbe fare è migliorare il servizio presso l’ospedale di Avezzano, sarebbe molto utile avere qualche unità di personale in più e sicuramente per il ‘San Salvatore’ riuscire ad avere, anche dal punto di vista logistico, quando saranno finiti tutti i lavori del Pnrr, degli spazi che ci consentano di lavorare ancora meglio”, conclude.






