MONTESILVANO – Le precedenti amministrazioni comunali, in particolare quelle che hanno governato dal 1986 al 2000, risultano debitorie nei confronti del Demanio pubblico nei suddetti anni.

Infatti, il Comune di Montesilvano non ha mai pagato l’occupazione di suolo pubblico in diverse zone della città per quattordici anni.

La comunicazione è avvenuta questa mattina in un incontro tra il direttore generale del Demanio Abruzzo e Molise, Cesare Sarchiapone, con il sindaco Pasquale Cordoma e l’assessore alle Finanze Emidio Di Felice, i quali, valutati tutti gli atti attestanti la grave mancanza, si sono impegnati a corrispondere la somma di 134.000 euro (comprensivi degli interessi maturati in questi anni pari a 48.000 euro).

“Anche in questo caso – spiega il sindaco Cordoma – siamo costretti a pagare debiti appartenenti alle passate amministrazioni. Questa volta con il Demanio ci accolleremo undici anni di soldi mai versati per l’occupazione del suolo pubblico da chi ci ha preceduto. Il Demanio, dopo aver pazientato tutti questi anni, ci chiede non solo la cifra di 86.000 euro che gli spetta, ma anche gli interessi. Denaro che graverà sul Bilancio 2011 e che va a sommarsi ai tre milioni di debiti ereditati e pagati in questi quattro anni, oltre a 1.136.835 euro che spettano al consorzio di Bonifica, dopo la sentenza del Tribunale di Pescara, di cui 350.000 euro sono stati già versati il primo gennaio scorso, mentre le altre restanti cinque rate dovranno essere estinte in tre anni”.

“Vorrei ricordare – osserva Cordoma – che a difendere gli interessi del Comune, poi naufragati con la sentenza di condanna, fu qualche anno fa proprio l’avvocato e consigliere Leo Brocchi, lo stesso che oggi rivendica di essere il grande osservatore e il paladino delle casse comunali. Tutte cifre importanti, che potevano essere adoperate per le manutenzioni e per la realizzazione di nuove opere pubbliche sul territorio, ma che invece serviranno a saldare conti mai pagati e debiti verso quegli enti, che hanno erogato regolari servizi senza mai ricevere un euro, come nel caso del Demanio. Spese scellerate che fanno ben capire come una volta erano gestiti i conti pubblici”.