NERETO – La signora Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, scrive ad AbruzzoWeb per rispondere alle dichiarazioni fatte da Pio Rapagnà in merito al delitto dei coniugi Masi, avvenuto a Nereto (Teramo) nel 2005.
Secondo Rapagnà il duplice omicidio potrebbe essere maturati negli ambienti della mafia a causa di una omonimia. La signora Chelli risponde: “se sa qualcosa deponga davanti ai giudici, altrimenti stia zitto”.
LA LETTERA DI GIOVANNA MAGGIANI CHELLI
Gentilissimo direttore, mi riferisco a quanto riportato dal suo sito, circa le esternazioni di un ex parlamentare dei Ds sui delitti Masi-Chelli.
Credo che il tutto si commenti da sé, ma le stragi del 1993 sono state cose maledettamente serie per tutti noi, ovvero motivo di grande dolore, che si rinnova ogni giorno, perciò soprattutto chi fa politica dovrebbe comportarsi con grande serietà.
Se il signor Rapagnà ha qualcosa da dire, vada in Procura a Firenze dai magistrati che si occupano delle stragi del 1993 verbalizzi o taccia, per favore.
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