Il Delfino Pescara 1936 è la squadra per eccellenza che rappresenta l’Abruzzo. La sua storia è lunga e complessa, il club ha quasi cento anni e ha vissuto una serie di periodi altalenanti che l’hanno segnato profondamente.
In questo articolo, passiamo in rassegna alcuni dei momenti storici del Pescara. Vediamo cosa è successo nel 2008 quando la società è fallita e come ha fatto, poi, a rimettersi in piedi fino a raggiungere la Serie A nella stagione 2011-2012. È vero, il Delfino ha avuto un percorso davvero tortuoso, ma c’è da dire che i suoi tifosi non hanno mai perso la speranza. Ancora oggi sognano di vedere il club brillare e tornare a competere tra i campionati italiani più importanti.
Oggi la rosa è piena di giovani che possono portare ancora più freschezza sul campo e, chissà, potrebbero anche riservare delle gradite sorprese. Pertanto, possiamo sperare che il Pescara possa continuare a competere e che possa addirittura riconquistare la sua posizione in Serie B.
Infatti, mentre negli anni ’70 il Delfino era il team da battere, oggi sembra essere passato in secondo piano. Il club ha fatto davvero fatica a raggiungere la prima divisione negli anni passati ed è sempre tornato in Serie B dopo pochissimo tempo.
Tuttavia, in passato, il Pescara ha dimostrato di essere in grado di fare grandi imprese, per esempio è stato uno dei pochi team che è riuscito a passare dalla Serie D alla Serie B in soli due anni.
Dalla Serie D alla Serie B in soli due anni
Gli anni ‘70 possono essere considerati il periodo d’oro del club. Il percorso per raggiungere la Serie A fu lungo e faticoso, ma fu anche ricco di soddisfazioni. Dopo una drammatica retrocessione in Serie D alla fine della stagione 1971-1972, il Delfino Pescara affrontò un periodo davvero complesso.
Eppure, le cose presero una svolta davvero positiva. In due anni ci furono ben due promozioni consecutive:
Nella stagione 1972-1973, il Pescara vinse il girone H della Serie D e tornò in serie C.
Nella stagione 1973-1974, si scontrò contro il Lecce per la promozione in Serie B e, che dire, ebbe la meglio.
Il Delfino rimase in Serie B per le stagioni successive e iniziò a ottenere un po’ di popolarità. Stavano, infatti, nascendo i primi gruppi di tifosi organizzati che, negli anni seguenti, ebbero un ruolo importante per la crescita dell’identità del club.
La prima promozione in Serie A del Delfino Pescara
Nel 1974, il Pescara divenne una società per azioni sotto la nuova proprietà di Armando Caldora. Questo segnò un grande passo avanti nella struttura societaria del club. Gli anni seguenti furono decisivi per la squadra.
Nella stagione 1976-1977, il Pescara giocò un campionato straordinario. Sotto la guida di Giancarlo Cadè, voluto caldamente dal presidente Caldora, il club chiuse al secondo posto della Serie B con 49 punti. Alla pari con il Cagliari e con l’Atalanta.
Vennero disputati degli spareggi per decretare quali sarebbero state le due squadre degne della promozione in Serie A. Grazie a due pareggi a reti inviolate, il Pescara ottenne il secondo posto in classifica. Così, conquistò la sua prima storica promozione nella massima serie del calcio italiano.
Il 1977 rimase impresso nella storia del Delfino Pescara e segnò l’inizio di un periodo di crescita. È proprio in questi anni, infatti, che il club ebbe occasione di consolidarsi. La promozione in Serie A fu il frutto di anni di sacrifici. Per i venti anni successivi, il Pescara restò a oscillare tra Serie A e Serie B.

Il fallimento del Delfino Pescara nel 2008
Nel 2007, il Pescara si trovò in una situazione finanziaria piuttosto complicata. Ci furono dei ritardi nel pagamento dell’IRPEF e, per questo, la società venne penalizzata di un punto in classifica. Da qui, iniziò un periodo di difficoltà economiche sempre più gravi.
Il 5 Ottobre 2007 venne avviata una ricapitalizzazione aperta anche agli investitori esterni per cercare di risollevare le sorti del club. In questa fase, la proprietà passò nelle mani di Gerardo Soglia, un politico e un imprenditore di quel tempo. Il suo obiettivo era quello di rilanciare la squadra.
Sotto la sua gestione, il Delfino arrivò al settimo posto quell’anno, ma purtroppo la situazione finanziaria non migliorò. Sembrava che, nonostante i risultati promettenti, nessuno volesse puntare sul Pescara.
Le dimissioni di Gerardo Soglia
Il 9 Ottobre 2008, Gerardo Soglia rassegnò le sue dimissioni e mise in vendita il club. Da qui, il club passò rapidamente di mano in mano.
Prima venne acquistato dalla CIT Travel.
Poi passò sotto la gestione della società svizzera Eurocat SA.
Ci furono molte inadempienze nei confronti dei creditori e questo aumentò lo stato di crisi in cui già verteva la squadra. Fu così che, il 19 Dicembre 2008, il Tribunale Civile di Pescara dichiarò ufficialmente il fallimento della società. Il club aveva accumulato dei debiti piuttosto pesanti nel corso degli anni.
A questo punto, la gestione della squadra venne affidata al curatore fallimentare Saverio Mancinelli, che fissò una base d’asta di 600.000 euro per la vendita del club. Venne stabilita una data per l’apertura delle offerte: il 20 Gennaio 2009.
Il supporto dei tifosi e la rinascita del club
La situazione fu piuttosto drammatica, ma i tifosi del Pescara dimostrarono il loro appoggio e la loro determinazione. Ci fu un nuovo sodalizio tutto locale con a capo Deborah Caldora e altri imprenditori locali come Giuseppe De Cecco, che riuscì ad aggiudicarsi l’asta.
Da qui ebbe inizio la rinascita del club. La guida tecnica venne affidata a Giuseppe Galderisi, che poi venne sostituito da Antonello Cuccureddu che, possiamo dirlo, salvò letteralmente la squadra.
La stagione 2009-2010 segnò la completa rinascita del Pescara. Il club tornò in Serie B dopo una bellissima lotta con il Verona e il Portogruaro. Sotto la guida di Eusebio di Francesco, la squadra riuscì a ritrovare la determinazione e conquistò la promozione grazie alla vittoria nei playoff contro il Verona.
L’arrivo in Serie A del Delfino Pescara
La stagione 2011-2012 fu davvero un manifesto per il Delfino Pescara 1936. A quel tempo, il club era in Serie B sotto la guida del tecnico Zdeněk Zeman. Questo, fu l’anno in cui il Pescara riuscì a riscattarsi e dimostrò a tutta l’Italia di essere ancora un club altamente competitivo e pieno di sorprese. Fu proprio in questa stagione, infatti, che il Pescara riuscì a tornare in Serie A dopo 19 lunghi anni di assenza.
All’inizio della stagione ci fu un cambio di panchina non da poco: Eusebio Di Francesco si spostò al Lecce e lasciò il team. Il presidente, De Cecco, scelse di sostituirlo con Zeman. Zeman si era già distinto più volte nel panorama calcistico e la sua strategia era piuttosto offensiva. Con lui alla guida, forse il Pescara poteva avere delle opportunità interessanti. Beh, che dire, la scommessa di De Cecco si rivelò azzeccata!
Il campionato iniziò benissimo, con una fantastica vittoria contro il Verona. Statisticamente, il Pescara non era mai riuscito a vincere contro il Verona. Ci furono alcune difficoltà a metà del girone di ritorno, ma la squadra riuscì a risollevarsi. La vera e propria svolta arrivò con un 6-0 in trasferta contro il Padova. Da qui iniziò la cavalcata del Pescara verso la promozione.
I tre attaccanti che hanno fatto la differenza: Immobile, Insigne e Sansovini
Il 20 maggio 2012, il Pescara batté la Sampdoria per 1-3 e si assicurò matematicamente la promozione in Serie A. L’ultima giornata venne disputata contro la Nocerina. Il Delfino finì parimerito al primo posto con il Torino, ma con una migliore differenza di reti. Con ben 90 gol segnati in 42 partite, il Pescara vinse grazie ai suoi tre grandiosi attaccanti:
Ciro Immobile capocannoniere con 28 gol
Lorenzo Insigne con 18 gol
Marco Sansovini con 16 gol
Nonostante le 55 reti subite, il Pescara di Zeman riuscì a imporsi sulla Serie B. L’allenatore lasciò la stagione per poi trasferirsi alla Roma al termine della stagione. L’arrivo in Serie A fu un evento davvero storico. Non solo per il club, ma anche per la città. Ancora una volta, gli abruzzesi dimostrarono di poter competere nella massima lega italiana.

Il ritorno in Serie C del Delfino Pescara
Il periodo di declino del Delfino Pescara inizio nella stagione 2017-2018. Il club iniziò bene il campionato in Serie B, ma ci fu un grosso calo nelle prestazioni. Venne cambiato l’allenatore, il tecnico Giuseppe Pillon riuscì a salvare la squadra senza passare per i play-out. In questo modo si guadagnò la conferma per la stagione successiva.
Anche la stagione 2018-2019 non fu entusiasmante. Il club cercò in tutti i modi di tornare in Serie A, ma venne sconfitto dall’Hellas Verona. Con questa sconfitta, Pillon diede le dimissioni e iniziò un nuovo periodo di instabilità per la squadra. Nelle stagioni successive, il Pescara cercò di restare in Serie B.
Nel 2020 si salvò ai rigori contro il Perugia, ma era ormai chiaro che sarebbe stata solo una questione di anni. Era da troppo tempo, infatti, che il Delfino riusciva a salvarsi solo in corner.
La stagione fatale: 2020-2021
Nella stagione 2020-2021, il Delfino finì il campionato di Serie B in penultima posizione. Come da regolamento, la squadra venne retrocessa in Serie C. Inutile dire che questo momento fu tragico sia per il team che per i tifosi. Ora che tutti speravano che il Pescara si stesse rialzando, qualcosa andò storto di nuovo.
Dalla stagione successiva, il club cercò di battersi al meglio con la speranza di poter accedere nuovamente alla Serie B. Il tecnico Alberto Colombo fece del suo meglio, ma la squadra venne eliminata ai play-off. Nel 2022-2023 tornò Zdeněk Zeman, l’allenatore che aveva fatto brillare il club negli anni precedenti. Anche lui tentò la risalita e possiamo dire che riuscì quasi a sfiorarla. Zeman portò il Pescara a un’altra semifinale play-off. Questa volta contro il Foggia. Però, il club perse ai rigori e questo lasciò un grandissimo amaro in bocca, non solo al team ma anche ai tifosi.
A questo punto, la situazione era abbastanza chiara: il Delfino avrebbe dovuto ripartire dalle basi per poter tornare a giocare ad alti livelli.
YOUTUBE; https://www.youtube.com/watch?v=9iYTvWvu_kM
I tifosi del Delfino Pescara
Il tifo organizzato del Delfino Pescara ha davvero una lunga storia. Le sue radici risalgono nei lontani anni ‘70, quando il movimento degli ultras iniziava a diffondersi in tutta l’Italia. Il gruppo storico della tifoseria furono i Rangers, fondati nel 1976. I Rangers sostennero il club in tutti i suoi alti e bassi nel corso degli anni.
Altri gruppi storici furono i Bad Boys e i Cherokee, entrambi sciolti alcuni anni dopo. Questi gruppi hanno giocato un ruolo importante per l’identità del Delfino Pescara perché contribuirono a tramandare la passione per il club di generazione in generazione. Oggi, la maggior parte della tifoseria organizzata si concentra nella Curva Nord.
Il tifo non si limita solo alla città di Pescara. La squadra bianco-azzurra, infatti, ha un discreto seguito anche in tutto l’Abruzzo e tra i vari emigrati abruzzesi sparsi in giro per il mondo.
Nuovi modi per vivere la passione per il calcio
Sono tanti i tifosi del Pescara che amano supportare la squadra. Negli ultimi anni, i fan hanno iniziato a cercare un tipo di esperienza più inclusiva ed emozionante, aldilà delle partite sul campo da calcio. Le scommesse sportive hanno iniziato a spopolare tra i tifosi perché permettono di seguire il gioco con tanta passione e, perché no, anche sperando in un pizzico di fortuna.
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La rosa aggiornata del Delfino Pescara
Ok, ora che abbiamo visto tutto il percorso altalenante del Delfino Pescara, in che condizioni è la squadra oggi? Diciamo che per la stagione 2024-2025 la rosa sembra essere ben bilanciata. Ci sono sia giovani talenti sia giocatori più esperti. Il club è nelle mani di Silvio Baldini che ha cercato di rafforzare al meglio la squadra quest’estate.
Ecco quali sono i giocatori principali:
Ivan Saio (n.1) e Alessandro Plizzari (n.22) sono i portieri. Plizzari ha già dimostrato le sue abilità in passato, quindi ci aspettiamo che possa essere una garanzia per il team.
Riccardo Brosco (n.13), Filippo Pellecani (n.23), Cornelius Staver (n.25), Erasmo Mulè (n.33), Brando Moruzzi (n.27) ed Edoardo Pierozzi (n.77) sono i difensori. Il capitano è Riccardo Brosco, un grande leader con esperienza che ci aspettiamo possa guidare molto bene il suo team. Ricapitolando, la difesa sembra solida e promettente! Ci sono alcuni elementi giovani da cui ci aspettiamo possano arrivare delle sorprese.
Niccolò Squizzato (n.6), Lorenzo Meazzi (n.7), Matteo Dagasso (n.8), Luca Valzania (n.14) e Georgi Tunjov (n.17) sono i centrocampisti. Un centrocampo con i fiocchi. Non si può certo dire che non sappiano controllare il ritmo della partita. Certo, resta da vedere se questi giovani talenti riusciranno a creare delle buone occasioni per i loro colleghi in attacco.
Edoardo Vergani (n.9), Davide Merola (n.10), Gianmarco Cangiano (n.11), Riccardo Tonin (n.15), Accursio Bentivenga (n.20) e Antonio Palumbo (n.29) sono in attacco. Sono pronti a mettersi in luce e a portare in vantaggio la squadra. Di sicuro, l’offensiva biancoazzurra non sembra affatto carente.
Come abbiamo detto, il tecnico Silvio Baldini è affiancato da grandi professionisti come Mauro Nardini (vice allenatore), Stefano Pardini (preparatore dei portieri) e da un gruppo di specialisti del settore medico guidati da Emanuela Spada (responsabile sanitario della squadra).
Con questa rosa, il Delfino Pescara ha tutte le carte in regole per disputare una grande stagione. Sarà il momento buono per riscalare la classifica e farsi notare nuovamente tra i migliori team sul panorama italiano?
Statistiche e curiosità sul Delfino Pescara
Il Delfino Pescara 1936 è una delle società di calcio più rappresentative dell’Abruzzo. La sua lunga storia ha avuto inizio il 4 luglio 1936 con il nome Società Sportiva Pescara. Oggi il club è posizionato in Serie C, ma in passato ha saputo farsi notare nel panorama italiano:
Ha disputato ben 7 campionati di Serie A
Ha disputato 39 campionati di Serie B
Ha disputato 27 campionati di Serie C






