L’AQUILA – “Il deficit delle Asl abruzzesi si attesterà sotto ai 20 milioni di euro, dunque in una condizione di assoluta sicurezza e sostenibilità. E questo grazie anche a 22 milioni aggiuntivi che arriveranno dal governo centrale nella ripartizione del payback farmaceutico, oltre all’opera di risanamento messa in campo dai direttori generali e dalla Regione Abruzzo”.
L’annuncio arriva nell’intervista ad Abruzzoweb dal senatore di Fratelli d’Italia Guido Liris, capogruppo ella commissione bilancio, medico aquilano, nonché vice coordinatore regionale del partito di Giorgia Meloni e prima delle elezioni a parlamentare nel settembre del 2022 assessore regionale al Bilancio.
Il riferimento di Liris è al meccanismo tale per cui, in caso di superamento del tetto della spesa farmaceutica territoriale ed ospedaliera a livello nazionale, le aziende farmaceutiche devono ripianare il 50% dell’eccedenza tramite versamenti alle Regioni e al Ministero in base agli importi attribuiti da Aifa, l’agenzia nazionale del farmaco.
Ebbene, spiega Liris, “la ripartizione nazionale era finora penalizzante per l’Abruzzo, mentre Regioni come la Lombardia ricevevano molto più dello spettante. C’è stato dunque un ricalcolo, un riequilibrio, grazie anche all’attività di Marco Marsilio nella Conferenza stato Regioni. Con il risultato che all’Abruzzo arriveranno ora 50 miliardi, ovvero 22 miliardi in più rispetto la precedente ripartizione. E che saranno utilizzati appunto per ripianare il debito”.
La dialettica politica regionale è stata tormentata in questi mesi dalla questione del buco della sanità, che ha imposto all’esecutivo di obbligare i direttori delle quattro Asl di presentare e adottare entro fine anno un piano di risanamento per evitare che il tendenziale del deficit arrivasse a sfiorare la quota mostre dei 200 milioni. I quattro piani complessivamente dovrebbero comprimere lo stesso deficit intorno ai 100 milioni. Per poi abbassarlo ulteriormente utilizzando le risorse del fondo sanitario regionale. E proprio nei giorni scorsi l’assessore alla Salute Nicoletta Verì, in commissione Bilancio ha assicurato che che con la ripartizione del Fondo Sanitario nazionale l’Abruzzo avrà 2,7 miliardi, con un incremento di 90 milioni di euro, manna dal cielo per far fronte al bubbone delle liste di attesa, ma anche per abbattere ulteriormente il debito.
Liris tiene pero a fare una premessa di carattere generale sui costi della sanità.
“Il deficit in una certa misura della sanità abruzzese è strutturale e non comprimibile. Ma questo perché occorre garantire i servizi ottimali, in un territorio che ha estese aree interne, con costi inevitabilmente superiori alla media. Non è certo una questione di incapacità gestionale e contabile”.
“Voglio a questo proposito ricordare, che il centrodestra contrariamente a quello che aveva intenzione di fare il centrosinistra che ci ha preceduto, non ha chiuso o ridimensionato i presidi ospedalieri di Tagliacozzo, Pescina, Penne, Atessa e Atri. Siamo quelli che abbiamo mantenuto il punto nascita a Sulmona. È evidente che il taglio di tutto ciò che ho menzionato avrebbe risanato di gran lunga le casse della sanità regionale. Ma la nostra è stata una scelta politica a favore dei cittadini e dei territori”.
Liris ricorda poi che il governo di centrodestra di Giorgia Meloni nella legge finanziaria oggi in discussione alla Camera, “stanzierà ben 136 miliardi di euro nel 2025, e oltre 140 miliardi nel 2026 per la sanità, una cifra che non ha precedenti, e questa è una ottima notizia anche per la sanità abruzzese”.






