L’AQUILA – È entrato in vigore il decreto legge varato dal governo numero 78 “Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali” che, all’articolo 11, contiene una serie di 16 norme sulla ricostruzione post-sisma dell’Aquila.
Il testo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 140 di sabato 19 ed è esecutivo dal giorno successivo.
Ora scatta il termine di 60 giorni per renderlo definitivo attraverso l’apposita “legge di conversione” che dovrà essere approvata dal Parlamento.
In questa, tramite emendamenti per la modifica del testo o stralci per la sua cancellazione, si dovrà cercare di eliminare le parti che, alle prime analisi, apportano più danni che benefìci.
Si tratta di commi che si discostano dalle previsioni elaborate nella concertazione sul territorio e raccolte in una proposta di legge depositata a palazzo Madama dalla senatrice Stefania Pezzopane, un testo a lunga scadenza che avrebbe dovuto fungere da “faro” per il varo delle norme immediatamente esecutive.
Invece in più punti il dl si discosta dalla proposta e in un paio di passaggi nodali finisce in palese contraddizione.
Ecco perché la Pezzopane e alcune associazioni di categoria hanno chiesto e promesso la modifica con gli emendamenti o ai mali estremi lo stralcio.
Qualcuno più oltranzista chiede addirittura la cancellazione dell’intero articolo 11 e di ricominciare daccapo, come il presidente provinciale dell’Associazione costruttori (Ance), Gianni Frattale.
Temi di cui si parlerà domani sera alle 19.30 in un vertice al ministero dell’Economia con la stessa Pezzopane e il sottosegretario con delega al post-sisma Paola De Micheli, rappresentante del territorio al governo.
Tra le norme contestate, il divieto per i progettisti di lavori di ricostruzione privata di aver avuto rapporti con le ditte affidatarie nei 3 anni precedenti: norma che, secondo gli analisti, spianerà la strada a un massiccio afflusso di ditte di fuori, visto che a 6 anni dal sisma del 6 aprile 2009 sono pochi i tecnici a non aver avuto rapporti con quelle locali.
Sorprende poi anche l’equiparazione del concordato delle aziende in difficoltà, strumento giudiziario per evitare il fallimento tenendole comunque sotto controllo e proseguendo le commesse, equiparato appunto al fallimento, che metterà in ginocchio le imprese e, a cascata, i subappaltatori e i fornitori.
Queste due norme sono state riscritte da mano ignota in modo del tutto difforme rispetto al pdl Pezzopane; forse l’Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone ha apportato dei correttivi, come ipotizzato dalla stessa Pezzopane, ma ancora oggi non si sa di preciso perché il testo è entrato in un modo in Consiglio dei ministri e ne è uscito in tutt’altra forma. (alb.or.)
LIRIS: “E’ LA MORTE DELL’AQUILA! PEZZOPANE RESPONSABILE”
“Il decreto legge ‘enti locali’ voluto dal Partito democratico e dal governo Renzi disegna la morte del territorio aquilano. La senatrice aquilana Stefania Pezzopane non può sottrarsi alle sue responsabilità”.
Lo scrive in una nota il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Guido Liris.
“È paradossale, inoltre, che la parte del decreto riguardante la ricostruzione dell’Aquila sia evidenziata con la dizione ‘Misure per l’accelerazione della ricostruzione in Abruzzo’ – prosegue – le norme in oggetto significheranno, in realtà, il blocco completo della ricostruzione e la morte dell’economia del nostro territorio”.
“Non crediamo alla buona fede di questo governo, non crediamo agli errori materiali di scrittura di un decreto legge, non crediamo alla competizione femminile tra il sottosegretario De Micheli e la senatrice Pezzopane – prosegue ancora – Le norme contenute sul ‘decreto enti locali’ rispondono a una scientifica volontà di penalizzare le forze economiche del nostro territorio, e comunque di escludere dalla ricostruzione tutto l’indotto che ruota attorno all’edilizia aquilana”.
“Vogliamo che L’Aquila e il ‘cratere’ conoscano nomi e cognomi di chi abbia animato la perversa regia di questo tragico film: le scelte operate sono evidentemente finalizzate a far entrare in città apparati di potere economico esterni al nostro contesto territoriale – scrive ancora Liris – Chi vuole ciò? Dove ricercare i responsabili, nel mondo politico o imprenditoriale? O in entrambi? La regia è abruzzese o romana?”.
“La senatrice Pezzopane ha consentito che il suo partito e il suo governo partorissero questo mostro: ci aspettiamo un immediato ravvedimento operoso e una presa di posizione forte nei confronti di chi vuole la morte socio-economica dell’Aquila e il blocco della Ricostruzione. In alternativa saremmo costretti a dedurne la complicità”, conclude.



