L’AQUILA – “Lo ricordo bene quel 6 aprile 2009. Quella scossa di terremoto che colpì L’Aquila e il territorio abruzzese colpì l’Italia intera e ciascuno di noi. 309 le vittime; migliaia i feriti e gli sfollati; decine gli edifici strategici crollati; inestimabile il patrimonio artistico-culturale perduto. Avevo conosciuto quei territori con la mia famiglia prima di quell’evento e quando qualche tempo dopo il sisma ci tornai rimasi fortemente colpito. Tutta quella distruzione che gridava dolore generò, però, anche tanta solidarietà umana e materiale. Poteva generare anche traffici illeciti. Facemmo di tutto perché non fosse così, grazie al prezioso lavoro di forze dell’ordine e magistratura di tutto il Paese. Ero procuratore nazionale antimafia all’epoca e perché il terremoto non diventasse una occasione di speculazione affaristica istituii un gruppo di lavoro che controllasse gli appalti ed evitasse che la mafia e la criminalità organizzata si impadronissero di tutto. Fu un lavoro eccezionale. A 10 anni da quegli eventi, il mio pensiero va a tutte le famiglie che hanno perso i propri cari, a tutti i bambini che non hanno più ricevuto la carezza dei genitori, e a chi non ha lasciato la propria terra e nel ricordo di chi non c’è più prova a ricostruire giorno dopo giorno se stesso e la comunità”.

Così Pietro Grasso, senatore di Liberi e Uguali, su Facebook.