AVEZZANO – Prosegue la bufera politica intorno al Consorzio acquedottistico marsicano (Cam), dopo che il sindaco di Avezzano (L’Aquila) Gabriele De Angelis ha annunciato che presenterà ricorso a procura della Repubblica e Corte dei conti per accertare le responsabilità del mega buco nei conti della società partecipata dal Comune di Avezzano, che gestisce il ciclo idrico integrato in 33 comuni del comprensorio.
A prendere posizione, ora, sono i sindaci di Aielli, Collarmele, San Benedetto, Balsorano, Villavallelonga, Capistrello, Lecce nei Marsi, Ortona, Bisegna, Collelongo, Morino, Sante Marie, Bisegna, Civita D’Antino, San Vincenzo, Oricola, Trasacco e Pereto, che puntano l’indice contro la vecchia governance, guidata dall’ex sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio.
“Il voler scaricare sull’assemblea dei soci la responsabilità dell’approvazione dei bilanci del Cam relativi agli anni che vanno dal 2013 al 2016 è sconcertante”, affermano i 18 sindaci in una nota congiunta. “Il sistema dualistico è un sistema che è stato adottato proprio per garantire, attraverso un organo tecnico-politico, la correttezza dell’operato dell’organo di Gestione”.
“Le assemblee dei sindaci hanno approvato i bilanci sempre dopo pareri del Consiglio di Gestione e dell’organo di revisione; il consiglio di sorveglianza non ha mai comunicato ai soci, in nessuna sede, qualsivoglia criticità in relazione alla veridicità dei dati di bilancio”, proseguono i sindaci, che oltre a Di Pangrazio puntano l’indice anche contro l’ex revisore Ferdinando Boccia.
“Per il bilancio dell’anno 2015, bilancio che ha chiuso con un utile di oltre 1.4000.000,00 euro il Consiglio di sorveglianza ha rilasciato parere positivo e poi rimandato l’approvazione all’assemblea dei soci. Le dichiarazioni di Boccia e Di Pangrazio sono una caduta di stile che non ci aspettavamo e che tradisce per la seconda volta il mandato allora conferito; i sindaci, in sede di assemblea, non hanno nessun mezzo per poter verificare se i saldi siano corretti, se le scritture contabili hanno previsto tutte le componenti , se l’impianto contabile è rispettoso di tutti gli accadimenti aziendali. Speriamo a questo punto che i soci, e quindi tutti i cittadini marsicani, siano tutelati dagli organi deputati alla verifica puntuale delle eventuali responsabilità”, concludono i sindaci nella nota.
Non si è fatta attendere la replica di Di Pangrazio e Boccia, per i quali “l’unica cosa sconcertante sta nel fatto che il sindaco Enzo Di Natale, con il sindaco suo sodale, evidentemente cerca di confondere le idee agli altri sindaci e soprattutto ai cittadini marsicani”.
“Noi abbiamo trovato 80 milioni di debiti – scrivono i due in una nota – Una certezza deriva da tutto ciò. Chi non sa leggere, come dimostra Di Natale in questo frangente, dovrebbe evitare anche di mettersi a scrivere. Ma raccomandiamo, a lui ed al suo sodale, anche di evitare di far di conto. Di chi sono le responsabilità relativamente al Cam è ben chiaro e risaputo da tutti i cittadini della Marsica. Gli 80 milioni di debiti del Cam, infatti, sono solo addebitabili a coloro che il Cam lo hanno gestito e che ora, per coprire le proprie gravissime responsabilità, vorrebbero gettare tutto in caciara e confusione”.
“Lo ribadiamo, nei prossimi giorni le nostre carte parleranno e sicuramente non parleranno dei sindaci ma di chi, inequivocabilmente, con la sua gestione ha portato il Consorzio all’attuale disastro”, aggiungono Di Pangrazio e Boccia.
“Responsabilità che sicuramente verranno al più presto chiarite soprattutto se sarà presentato un esposto alla Procura della Repubblica e alla Procura presso la Corte dei Conti. Tenuto conto che la relazione dell’attuale Consiglio di Sorveglianza del Cam (Pierleoni, Mazzocchi e Mostacci) riguarda il periodo 2014-2017, e i bilanci che vanno dal 2006 al 2013 che valutazione è stata data da questa Sorveglianza se negli stessi sono iscritti debiti che sono arrivati alla cifra di 80 milioni di euro?”.
“A dire il vero per gli anni dal 2006 al 2013 c’è già una sentenza della Corte dei Conti di responsabilità per danno erariale in capo all’ex presidente del Cam Gianfranco Tedeschi e sempre dalla Corte dei Conti rinvii a giudizio per i revisori della società (Santomaggio Mariano, Coglitore Fabio e Lombardi Antonio). Di questi fatti i sigg. Pierleoni, Mazzocchi e Mostacci, nonostante informati dalla precedente sorveglianza, non ne fanno menzione alcuna nella loro relazione”.
“E allora ci chiediamo – concludono Di Pangrazio e Boccia – che controllo è stato fatto e che storia è questa. Forse questa è un’altra storia”.






