L’AQUILA – “Ho ricevuto tanto affetto dai colleghi consiglieri e dai dipendenti della Regione. E questo per me ha un alto valore morale, dopo questi mesi terribili in cui sono finito nel tritacarne”.

Si confida così ad Abruzzoweb Luigi De Fanis, l’ex assessore regionale alla Cultura indagato per presunte tangenti, che dopo la revoca della misura dell’obbligo di dimora nel comune di Montazzoli (Chieti), è tornato a essere libero cittadino a tutti gli effetti e ieri ha ripreso posto in Consiglio, seppure per pochi minuti, giusto per salutare e congedarsi, visto che non è stato ricandidato.

Una persona visibilmente segnata, De Fanis, dall’arresto dello scorso 12 novembre per corruzione e peculato, insieme alla sua ex segretaria e amante Lucia Zingariello.

Grande accusatore di De Fanis, l’imprenditore dello spettacolo Andrea Mascitti, che ha denunciato in procura continue richieste di denaro da part dell’assessore, ovvero percentuali dei piccoli finanziamenti che otteneva, portando come presunta prova la registrazione dei dialoghi fatta con il suo Iphone.

De Fanis è così finito su tutti i media locali e nazionali, protagonista suo malgrado di servizi al vetriolo.

Scandalo e indignazione ha causato il presunto contratto sessuale con la Zingariello, ‘condito’ da intercettazioni telefoniche in cui tra le altre cose secondo i pubblici ministeri hanno adombrato addirittura l’intenzione da parte di De Fanis di avvelenare la moglie.

“Se mi sono comportato male chiedo scusa – le parole di De Fanis in Consiglio – ma non sono quel mostro che mi hanno dipinto. Ringrazio chi non ha affondato il coltello nella piaga”.

“Sono un personaggio pubblico – afferma al microfono di AbruzzoWeb – quando accadono queste cose è facile finire nel tritacarne mediatico. Ma si è esagerato su tutto, si è fatto solo gossip sulla mia vicenda, e poco si è parlato dell’inchiesta vera e propria”.

E De Fanis non si rimprovera nulla, almeno come assessore alla Cultura: “Avevo a disposizione pochi fondi – spiega – ma quei pochi li ho distribuiti in modo oculato. Ho organizzato tre eventi a Torino, uno migliore dell’altro”.

Il riferimento è al Salone del Libro di Torino del maggio 2013, che compare nelle intercettazioni messe agli atti, in cui la Zingariello consigliava a De Fanis di pagare lo champagne con i soldi della Regione. Sull’evento di Torino la procura della Repubblica di Pescara indaga per presunte spese gonfiate.

De Fanis ribadisce comunque la sua volontà di continuare a fare politica. “Sono un medico che si è sempre interessato ai problemi del territorio e sono tuttora consigliere comunale di Atessa. La politica è la mia passione, non posso smettere”.

Un’ultima nota amara, prima di andare via, senza partecipare ai lavori del Consiglio, che forse oramai appartiene definitivamente al suo passato.

“Dopo il mio arresto mi sono sentito abbandonato, non politicamente, ma umanamente, che è la cosa che per me conta, da parte di persone che ritenevo amiche. Questo mi amareggia molto, non sono quel mostro che mi hanno dipinto”.