AVEZZANO – Atleta, eroe e ora anche modello.

È la storia di Dario Pallotta tre quarti dell’AutoSonia Avezzano, ex dell’Aquila Rugby e azzurro nella Nazionale Seven.

Oltre che come giocatore, Pallotta è salito agli onori della coronaca anche perché durante il terremoto dell’Aquila ha tratto in salvo una coppia di anziani, nel quartiere San Domenico, nel centro storico del capoluogo. Per questo gesto ha ricevuto la medaglia di bronzo al merito civile.

Attualmente è modello per la campagna pubblicitaria di “Piazza Italia”, un franchising di abbigliamento.

Oltre alle foto, in cui indossa alcuni abiti del noto marchio, Pallotta viene anche intervistato

 

L’atleta così viene presentato da Piazza Italia.

”Lo scopo del gioco è portare la palla oltre la linea di meta degli avversari, schiacciandola a terra. Il gioco inizia calciando la palla dal centrocampo in direzione della linea dei 22 metri avversaria. Il rugby funziona così. Dario lo conosce a memoria, per lui è un movimento amico e familiare”.

”Quella volta, però, non c’era un campo e l’area di gioco era una città distrutta. L’Aquila, 6 aprile 2009. La terra trema. Le case vanno in frantumi. L’odore forte del gas, i calcinacci dappertutto, la polvere che non lascia respirare. Intorno a lui un fiume di ciottoli, il cammino diventa una corsa a ostacoli. Una corsa contro il tempo”.

”Ma Dario segue solo l’istinto. E l’istinto lo spinge a tornare là dentro. Buttarsi fra le macerie, portare fuori chi si riesce. Come quando gioca a rugby, afferra la palla ovale e corre all’impazzata verso la meta. La meta, questa volta, ha i volti e i corpi di due persone. Marito e moglie. Ma Dario ha pensato solo a prenderli e correre, come un cieco generoso. Poi, una volta fuori, l’istinto l’ha chiamato di nuovo, ha battuto il calcio di ripresa e l’ha lanciato di nuovo in campo, oltre la tromba delle scale crollata, per portare in salvo anche la bombola di ossigeno della donna”.

Pallotta aggiunge che ”mi piace pensare che dal disagio possa nascere la forza sociale. Ad esempio, la nevicata record di quest’anno ci ha fatto riscoprire i rapporti indispensabili tra persone”.

Che cosa fai per prima cosa quando ti alzi la mattina?

”Vivo in maniera molto tranquilla – risponde – le mie giornate sono serene. Il segreto è tenersi impegnati: tre mesi fa mi sono laureto in scienze giuridiche e ora mi sono iscritto a Giurisprudenza. A volte dipingo, oppure leggo. Il rugby è un’interruzione a queste attività, in fondo… la grandezza dell’uomo è mettersi delle gabbie attorno, consapevolmente, che ti fanno stare meglio. Lo studio per me è la cosa più importante, mentre il rugby è lavoro e senso del dovere”.

Cosa ti auguri per il futuro, per il 2012, che è appena cominciato?

”Di vivere con serenità – afferma -. E mi piacerebbe creare un gruppo di ragazzi che si siedono intorno a un tavolo per parlare del futuro della nostra città. Alla fine, credo che per governare al meglio una città di 40mila abitanti, Avezzano (L’Aquila) basterebbe il buonsenso di persone giovani e capaci… altro che politica!”. (s.cas.)