L’AQUILA – Espugnare Ocre, dove è sindaco di centrosinistra e ricandidato l’avvocato Gianmatteo Riocci, e issare anche nel comune montano che si affaccia sulla conca aquilana, di circa 1.100 abitanti, celebre per il suo castello svevo e angioino, la bandierina di Fratelli d’Italia.

Questa la mission affidata dal potente sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, al suo amico e stretto collaboratore Carlo Dante, 53enne di Castel del Monte, dal 2017 residente a Cavalletto d’Ocre, candidato alle prossime elezioni di Ocre del 24 e 25 maggio.

Con il suo fedelissimo Biondi, figura nazionale di Fdi e in procinto di approdare sul palcoscenico nazionale – anche se con qualche preoccupazione dopo il ko della sua amica premier, Giorgia Meloni, e del centrodestra al referendum sulla giustizia -, sta muovendo più di una pedina per le elezioni amministrative dell’aquilano, vedasi la candidatura del suo ex capo di gabinetto, Andrea Di Biase, e direttore del centro per anziani Ex Onpi nella vicina Fontecchio.

Tutto ciò al fine di accrescere il suo potere per far fronte agli avversari interni al partito, in primis il senatore Guido Quintino Liris, e acquistare punti preziosi per il prosieguo della sua carriera, che lo vede già proiettato in Parlamento, terminato nel 2027 il suo ultimo e secondo mandato a Palazzo Margherita.

E la partita di Ocre al sindaco sta particolarmente a cuore, essendo stato sindaco della vicina Villa Sant’Angelo, prima dell’elezione a primo cittadino del capoluogo nel 2017.

Contrattualmente, Biondi è stato dipendente proprio al Comune di Ocre, ai tempi del sindaco Fausto Fracassi, scomparso a dicembre scorso, vincendo un concorso pubblico nel 2013, inquadrato come operatore amministrativo nell’area amministrativa e dei servizi demografici. Ed è ad Ocre che ha conosciuto Carlo Dante, suo collega come responsabile unico dei servizi finanziari, incarico ricoperto dal 2002 al 2020.

Biondi se lo è portato poi a svolgere la stessa mansione nel Comune di Villa Sant’Angelo, dal 2008 al 2015.

Un sodalizio e un rapporto fiduciario – Dante è anche compare di fede del sindaco – che non si è interrotto certo con l’elezione di Biondi a sindaco dell’Aquila, tanto che Dante è diventato un componente imprescindibile del suo cosiddetto “cerchio magico”, tanto da diventare responsabile della segreteria tecnica, e ancora oggi svolge di fatto, seppur non ufficialmente, il ruolo di capo di gabinetto, tanta è la fiducia in lui riposta dal sindaco.

Ma non solo: fortemente sostenuto da Biondi, Dante nel 2020 è andato a lavorare nell’Ufficio Bilancio dell’Autorità regionale per la gestione integrata dei rifiuti urbani (Agir), di cui Biondi nel 2018 è stato nominato presidente dell’assemblea dei sindaci.

Poi, proposta dal sindaco, a gennaio 2022 è arrivata la nomina di Dante a vicepresidente del Teatro stabile d’Abruzzo, mentre oggi ricopre la carica di consigliere nel Cda, assieme ad Anna Lisa Di Stefano e Nadia Vittorini, con presidente Miska Ruggeri, con suo vice l’imprenditore Eliseo Iannini.

Nel suo percorso Dante ha ricoperto anche il ruolo di commissario straordinario della ex Comunità montana Montagna dell’Aquila, da maggio a dicembre 2023, nella fase di transizione verso l’Unione dei Comuni. Ed è stato funzionario della Direzione regionale Inail Abruzzo.

Con la regia di Biondi anche in questa campagna elettorale, pur senza il consenso diretto, gli “aquilani” fanno il tifo per Dante tanto che alla presentazione della lista ad Ocre, la piazza era gremita di dipendenti del comune capoluogo regionale, a partire da quelli, a termine, dello staff del primo cittadino.

Questi i candidati della lista “O.c.r.e.” che sostiene Carlo Dante: Giorgia Cucchiarella, Andrea Rossi, Adriano Di Pasquale, Katiuscia Biasini, Fabiana Magnante, Enrica Mattucci, Giovanni Giuliani, Andrea Romano, Fernando Picchioni e Cesidio Gualtieri.

La lista del sindaco uscente Riocci, “Ripartiamo uniti”, candida invece Luca Nardis, Stefania Sebastiani, Rosanna Spaziani, Annalisa Riga, Marco Pasquale Colaianni, Luca Moscone, Stefania Palesse, Roberto Ferrauto, Lara Mancini e Chiara Castellani. f.t.