L’AQUILA – “Il contatto costante con la natura, il cambiare scenografia, sono conseguenze di ciò che faccio. E poi, praticare questo sport ti porta a viaggiare, a incontrare nuove culture”.

È così che la pensa, è così che vive Dante Cetrioli, 41enne aquilano, istruttore di nuoto e sub.

Cetrioli lavora come responsabile bagnanti del complesso sportivo Verde-Acqua ed organizza corsi di immersione subacquee. Umacon 80 circa iscritti, buoni numeri, la tipologia va dallo studente universitario al lavoratore di 50 anni, lo sforzo fisico non è eccessivo, tutti si possono avvicinare.

Persona schietta, mostra un carattere brillante e ‘regala’ all’interlocutore affidabilità e sicurezza, qualità necessarie per imporsi come professionista di una disciplina bella e misteriosa. 

Cetrioli, domanda secca: perché appassionarsi alle immersioni subacquee.

Se ami il mare, se sogni i tropici, l’immersione è l’alternativa a un classico stare sotto l’ombrellone, oppure sdraiati a prendere il sole.

Come si diventa istruttori?

Ci vogliono parecchio tempo e passione, non sono i brevetti che creano l’istruttore, ma è l’esperienza che ti accompagna e l’esperienza si acquisisce soltanto con la dedizione. E in questo campo ce ne vuole tanta, anche perché per imparare si sta molto spesso fuori casa. E poi, attenzione, a chi vuole imparare da solo dico che è un rischio grosso, significa farsi male e creare pericolo non solo per la propria persona, ma anche per il gruppo di cui si fa parte.

I benefici?

Il contatto diretto e costante con la natura, il cambiare spesso scenografia. L’attività subacquea ti porta a stare in giro per il mondo, regalandoti la possibilità di conoscere nuove culture.

È un attività che in certi casi può incutere paura.

L’attività subacquea in se per se non è pericolosa. Certamente devi essere concentrato su quello che stai facendo, ci vuole la testa sulle spalle come in tutte le cose della vita. Chi fa alpinismo, se va in montagna senza il rispetto di regole fondamentali, incontra sicuramente dei problemi. Con le immersioni, vale lo stesso concetto. 

Chi non può praticare le immersioni?

Chi non ha un buon rapporto con l’acqua, magari a causa di un trauma. Per immergersi, si deve essere tranquilli e consapevoli. 

Il fattore psichico conta quando sei sott’acqua?

La psiche conta tanto, è l’unica cosa che hai  oltre la capacità fisica. Essere al meglio dal punto di vista psicologico.

Le differenze più grandi tra le location?

La piscina ti dà sicurezza, sai dove tocchi e dove non tocchi. Il lago, diciamo così, è più “variegato”, basta pensare al cambio di temperatura rispetto alla piscina. E poi, c’è il mare, la prova più difficile da superare perché ti da incertezze, perché le variabili sono tante, così come i parametri che devi saper valutare come le correnti, le condizione meteo, la temperatura, le onde o il limite del fondo.

Ha mai soccorso un sub in difficoltà?

Mai.

La funzione della camera iperbarica?

Riportare il sub lentamente alla pressione esterna partendo dal valore in cui è stata affrontata la profondità.

Quali possibilità lavorative offre prendere il brevetto da istruttore?

Il brevetto ricreativo non ha nessuna efficacia nel modo del lavoro. Bisogna stare attenti alle normative, che cambiano spesso. Però, con una qualifica avanzata da sub si hanno dei vantaggi se si tratta di superare  selezioni nelle forze di polizia o nei vigili del fuoco.

Fino a quanto si può spingere un essere umano nel mare?

Con le bombole il record mondiale è di oltre 300 metri di media, un sub in media arriva a 30, 40 metri.