L’AQUILA – “Stavolta meglio documentare con una foto”, deve aver pensato Luciano D’Alfonso nell’incontrare l’ex presidente della Commissione europea ed ex premier italiano Romano Prodi, in occasione del Forum Internazionale dell’Economia a San Pietroburgo cui ha preso parte, del quale annuncia il prossimo approdo in Abruzzo “per parlare di Regione Adriatica”.

Uno scatto mentre si stringono la mano sorridenti, e un nuovo impegno, oltre un anno dopo quell’incontro a Bologna di fine marzo 2014 quando D’Alfonso, impegnato nella campagna elettorale per le Regionali, annunciò la prestigiosa trasferta felsinea.

Ottimista come al solito, D’Alfonso, che si vedeva già governatore (e le urne gli avrebbero dato ragione), annunciò che Prodi si era “dichiarato disponibile a favorire la realizzazione di un modello per l’Abruzzo come regione attrattiva d’Europa”.

Annuncio subito smentito da Bologna, “si smentisce che siano stati presi accordi o assunti impegni per il futuro da parte del Presidente stesso”, dove il Presidente con la maiuscola era proprio Prodi.

Incidente (lieve) diplomatico superato, oggi in Russia è stato tempo di sorrisi e mani strette.

“Romano Prodi è stato il punto più alto del incrocio di culture riformatrici di derivazione dei grandi partiti di massa della Repubblica italiana. Il fuoco amico l’ha azzoppato”, ha scritto tra i commenti il parlamentare di Sinistra ecologia libertà, Gianni Melilla.

“Gianni, lo avremo in Abruzzo per parlare di Regione Adriatica. Preparati come relatore. Non dimentico quella stagione”, la replica dalfonsiana. (alb.or.)