L’AQUILA – Il presidente, Luciano D’Alfonso, lascia la guida della Regione Abruzzo, dopo “l’aut aut” della Giunta per le elezioni del Senato, che ha stabilito l’incompatibilità nella seduta dei giorni scorsi, invitandolo ad optare per una delle due cariche, e oggi protocollerà le sue dimissioni.

Lo ha annunciato nel corso della conferenza stampa, che si è tenuta questa mattina a Pescara, dove D’Alfonso ha ripercorso i suoi 50 mesi trascorsi alla presidenza della Giunta regionale e su proposta su proposta del presidente è stato deliberato anche il ‘passaggio di consegne’ al suo vice, Giovanni Lolli.

D’Alfonso ha risposto a chi gli chiedeva se la norma statutaria che posticipa i tempi delle incompatibilità dalle cariche per le candidature alle prossime regionali approvata nei giorni scorsi dal Consiglio, e che aumenta questi tempi da 7 giorni a 2 mesi, e che secondo le opposizioni è stata approvata per permettere all’attuale vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, di candidarsi col centrosinistra, sia la conferma che il centrosinistra abbia già il suo candidato. L’incarico istituzionale di Legnini scade infatti il prossimo 24 settembre prossimo. 

“Tengo a precisare – ha detto – che Legnini è una risorsa della Repubblica per incarichi rilevantissimi. Io conosco la stima che riscuote Legnini a livello nazionale, per incarichi rilevantissimi viene sempre preso in considerazione”.

D’Alfonso, che da oggi non è più il presidente della Regione dopo aver optato per il Senato, ha così precisato il suo pensiero sulla figura che dovrà sostituirlo nella coalizione di centrosinistra.

“Penso ad un Eta Beta che abbia capacità di fare coalizione, autorevole, che non abbia nemici, un Eta Beta che abbia la capacità di una cultura di governo, che conosca il valore, la densità e la delicatezza della decisione pubblica, una persona con una storia riconoscibile, che abbia il linguaggio della politica, linguaggio dell’amministrazione e il linguaggio delle istituzioni”, ha spiegato nella conferenza stampa per sintetizzare della sua esperienza di governo.

“Come dice lo statuto del partito principale di una coalizione possibile di centrosinistra”, il nome del candidato verrà scelto con le primarie “oppure lo si sceglie attraverso il conferimento di saggi di una comunità politica che prescindendo dalle primarie per oggettività di merito affida questo ruolo al migliore che ci può essere in Abruzzo, ma non solo dal punto di vista territoriale regionale. Io penso che non sarà difficile trovare una persona con queste caratteristiche”, ha aggiunto D’Alfonso.

Durante l’incontro, poi, l’ex presidente ha illustrato i risultati raggiunti: dall’istituzione delle Zes (zone economiche speciali) ai 377 interventi del Masterplan spalmati sul territorio (1,5 miliardi di euro), passando per la riforma delle società partecipate (la costituzione della società unica dei trasporti) alla manutenzione della viabilità provinciale (56 milioni di euro destinati alle quattro amministrazioni provinciali), la lotta al dissesto idrogeologico, il rilancio dei porti regionali, Ombrina Mare, il nuovo piano integrato dei rifiuti e le reti TnT che hanno connesso l’Abruzzo ai nuovi percorsi europei.

“Abbiamo fatto tanto per il rilancio del territorio regionale – ha aggiunto -. Abbiamo ottenuto la norma ‘salva-Abruzzo’ con la quale abbiamo rinegoziato e allungato il debito pregresso e programmato gli interventi per il rilancio del distretto dell’automotive, sono interventi richiesti da Sergio Marchionne, come il potenziamento elettrico dell’area, la banda larga e ultra-larga per il sito industriale e l’appalto dei lavori della Fondovalle Sangro, attesi da oltre 40 anni. Insomma non ci siamo tirati indietro di fronte alle istanze del territorio”. 

Un giudizio estremamente negativo sui cinquanta mesi di Giunta D’Alfonso è arrivato dai consiglieri regionali di Forza Italia, Lorenzo Sospiri e Mauro Febbo, che hanno presentato il bilancio di quattro anni di opposizione, e auspicato un ritorno al governo regionale del centrodestra: “Abbiamo avuto – ha detto Mauro Febbo – un governo senza anima e senza obiettivi. Abbiamo perso quattro anni per correre dietro ai voleri personali del suo presidente”.

“L’annuncio delle dimissioni di D’Alfonso da presidente della Regione Abruzzo rappresenta la fine di un incubo per gli abruzzesi”, hanno commentato i coordinatori regionali di Fratelli d’Italia, Etelwardo Sigismondi e Giandonato Morra. 

D’Alfonso ha parlato anche di progetti che non sono stati realizzati: “Sono dispiaciuto – ha osservato D’Alfonso – per non essere riuscito a realizzare la sede unica a Pescara della regione, a ridurre le liste d’attesa nella sanità e, non per ultimo, per non aver approvato una legge che aiutasse le giovani coppie nelle procedure di adozione di un figlio”.

Infine, prima di congedarsi, ha parlato di futuro. 

“Ora mi occuperò a tempo pieno della attività di parlamentare e continuerò a guardare sempre all’Abruzzo – ha sottolineato -. La data delle nuove elezioni regionali sarà decisa concordemente dal vice presidente della giunta, dal presidente del consiglio regionale e dal presidente della Corte di Appello; io credo che gli abruzzesi torneranno al voto tra dicembre e gennaio prossimi”.

“Al contrario di quanto è accaduto in passato – ha concluso il governatore – ho realizzato un dossier nel quale ho raccolto tutte le attività svolte durante la mia presidenza. Da qui bisogna ripartire”.