L”AQUILA – “Io Sergio Marchionne non l’ho portato a pranzo al Baco da seta. Ma era peggio di quando si andava al Baco da seta senza pagare il conto, e si lasciavano 11 mila euro di debiti per pranzi e cene non pagate”.

Il consistente “buffo” lasciato non si da chi nel noto ristorante aquilano, è stato evocato dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso, in un passaggio molto pepato del suo intervento nella seduta del Consiglio regionale che ieri ha approvato il documento di economia e finanza (Def). Passaggio dedicato alla velocizzazione della strada statale 652 fondo Valle Sangro in provincia di Chieti, appena appaltata, finanziata con i fondi del Masterplan per il Sud, e che rappresenta un’infrastruttura strategica anche per il polo dell’automotive, dove opera anche la multinazionale Fca di Marchionne.

Chi siano però i “portoghesi” D’Alfonso però non dice. “No, non mi riferisco a voi”, ha precisato rivolgendosi alla sua destra, ai consiglieri di Forza Italia. Dunque si suppone, il riferimento è a politici protagonisti della legislatura precedente a quella del centrodestra di Gianni Chiodi, ovvero a quella del centrosinistra di Ottaviano Del Turco, assidui frequentatori del Baco da seta.

“Io ci vado al Baco da seta – ha poi precisato D’Alfonso – e non uso nè il di sopra, nè il di sotto dei materassi. Marchionne non voleva andare al Baco da seta. Gli hanno dato in premio il guerriero di Capestrano, lui però voleva la strada, l’elettricità e la copertura del digitale. E noi questo gli abbiamo dato”.

D’Alfonso però non se l’è presa solo con i misteriosi scrocconi. Ne ha anche per chi, tra amministratori locali e alcune associazioni ambientaliste, in questi mesi ha avanzato critiche sui costi della Fondo valle Sangro: oltre 190 milioni di euro per realizzare una variante stradale lunga 5,3 chilometri, comprendente cinque viadotti e una galleria di 2 chilometri e mezzo, ovvero 36 milioni di euro per ogni chilometro di strada.

Argomentazioni farlocche per D’Alfonso, grande fautore della realizzazione di infrastrutture, e pur sempre dirigente dell’Anas in aspettativa.

“Puntualmente arriva qualche scienziato che sa tutto di tutto – ha sbottato D’Alfonso, – ora c’è addirittura chi dice che costa troppo a chilometro, e fa le denunce, raccoglie cumuli di carte, si mette gli zoccoli e accende le fiaccole. E così, in questo modo, organizza il suo contributo alla crescita dell’Abruzzo…”