L’AQUILA – “Dopo circa 24 mesi la maggioranza non riesce a fare altro che ‘partorire il topolino’, cioè approvare non una riforma sull’edilizia attesa da Comuni, cittadini e operatori economici, bensì, udite udite, la modesta norma sui sottotetti. Ora le sorti dell’Abruzzo saranno risollevate dai sottotetti”.
Ad affermarlo è il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Camillo D’Alessandro. “La cosa più grave – denuncia – è che, a fronte di un accordo raggiunto con l’inaffidabile neo capogruppo del Pdl, Lanfranco Venturoni, in aula hanno cambiato le carte: scompare il testo di legge arrivato in Consiglio e approvano l’emendamento della consigliere Federica Chiavaroli. Con quali differenze? Che prima erano sanabili i soli sottotetti esistenti sino al 31 dicembre del 2009. Con l’emendamento Chiavaroli si estende la sanatoria a tutti i sottotetti fino alla data di pubblicazione della legge, che dovrà ancora avvenire. Quindi una legge al futuribile, mai esistita fino ad oggi. Evidentemente già sanno che nei prossimi giorni ci saranno ‘sanatori’ in giro. Quindi, a partire da ieri sera fino alla pubblicazione della legge sul Bura, ci sarà una autentica corsa nei Comuni per ottenere il rilascio delle autorizzazioni e sanare gli abusi realizzati”.
“A chi seve questa norma? – rincara l’esponente del Pd – Perché si è derogato al termine del 31 dicembre del 2009? Per chi? Vedremo e vigileremo”.
“Non consentiamo – continua D’Alessandro – l’inganno perpetuato senza ritegno nei confronti dei malati oncologici che già si sono visti tagliare, nei mesi scorsi, i contributi per il trattamento chemio-terapico e il rimborso spese viaggio per raggiungere i luoghi di cura. Avevamo dato il nostro assenso a votare il testo originario, non la norma Chiavaroli, a condizione che le risorse derivanti dal gettito dei sottotetti fossero destinati a questa misura. Prima hanno dato il loro assenso, poi nella norma approvata non hanno finalizzato le somme che sono andate in un capitolo indistinto di entrata”.
“Come noto – conclude – tutte le entrate aggiuntive, se non finalizzate, vanno obbligatoriamente destinate al finanziamento del debito sanitario. Fatta la legge, trovato l’inganno: i sottotetti sì, i malati oncologici no. Ora non possono lavarsi la coscienza raccontando di aver approvato una risoluzione. Che significa? La risoluzione non è un capitolo di bilancio, solo tanta cattiva fede, mai vista tanta miseria”.




