MONTESILVANO – L’agenzia del farmaco statunitense (FDA) ha registrato il primo farmaco per il trattamento del carcinoma midollare della tiroide avanzato, il vandetanib. Si aspetta che rapidamente si abbia l’approvazione dello stesso farmaco anche in Europa. E’ quanto affermano gli endocrinologi riuniti al Congresso nazionale di Montesilvano (Pescara).
“Il cancro della tiroide rappresenta la piu’ frequente neoplasia del sistema endocrino ed è uno di quelli che ha il maggior aumento d’incidenza nel mondo, (probabilmente grazie ad una diagnosi precoce mediante l’esecuzione sempre piu’ diffusa dell’ecografia del collo)” illustra l’endocrinologo Furio Pacini dell’università di Siena”.
“Negli ultimi 10 anni – spiega – alcune novità sono state introdotte nella pratica clinica sia a livello diagnostico sia terapeutico. A livello diagnostico – ricorda – va citata la scoperta di un farmaco (Thyrogen), che permette di accertare la presenza o l’assenza di malattia residua senza dover sospendere la terapia ormonale che questi pazienti assumono quotidianamente per sopperire alla mancanza di tiroide. Questa nuova metodica rappresenta un grosso vantaggio preservando la qualita’ di vita del paziente. A livello terapeutico, la principale novità è rappresentata dallo sviluppo di nuovi farmaci capaci di bloccare la progressione di malattia nei pazienti con metastasi”.
“Si tratta – spiega Pacini – di nuovi farmaci biologici (inibitori delle tirosino-chinasi) che in ambito sperimentale si stanno dimostrando efficaci nel bloccare la crescita tumorale, ottenendo risposte parziali nel 20-35 per cento dei casi e stabilizzazione di malattia nel 34-68 per cento dei casi”.
“Quest’ ultimi – conclude Furio Pacini sono abbastanza ben tollerati e l’adesione dei pazienti agli schemi terapeutici è eccellente, anche perche’ somministrati per via orale”.
Sulle nuove terapie farmacologiche concorda anche l’endocrinologo Efisio Puxeddu dell’università di Perugia: “la comprensione di molti degli eventi molecolari – illustra – coinvolti nella formazione del cancro ha permesso lo sviluppo di nuovi farmaci che hanno come bersaglio alcune delle molecole chiave implicate nell’angiogenesi e nel mantenimento del fenotipo maligno delle cellule tumorali. Si tratta in genere di piccole molecole in grado di inibire la funzione enzimatica tirosino-chinasica di diversi mediatori del signaling o di anticorpi che in modo specifico bloccano l’attività biologica dei loro bersagli”.
“Di recente – sottolinea Efisio Puxeddu – l’agenzia del farmaco statunitense (FDA) ha registrato il primo farmaco biologico per il trattamento del carcinoma midollare della tiroide avanzato (vandetanib) e ci aspettiamo che rapidamente si abbia l’approvazione dello stesso farmaco anche in Europa. Tra i farmaci studiati – conclude l’esperto – oltre al vandetanib, ce ne sono anche altri che si sono in qualche modo distinti per la loro efficacia e la cui sperimentazione ha raggiunto la fase piu’ avanzata (sorafenib e XL184)”.






