L’AQUILA – “E’ il momento di seguire altre ispirazioni”. Questo aveva detto l’ex assessore regionale al Sociale e al lavoro, Pietro Quaresimale, nell’annunciatore, la scorsa settimana, l’addio alla Lega, con toni pacati, a differenza dell’addio poi seguito da un dietrofront nel 2020, che invece è stato rumoroso perché da consigliere eletto con ben 8.838 voti, aveva sbattuto la porta per poi rientrare convinto anche dal leader Matteo Salvini, ottenendo un posto in giunta.
E in molti si chiedevano quali fossero queste aspirazioni. Un indizio, e forse più di un indizio, è stata la presenza domenica scorsa dell’ex leghista e ora assessore comunale della sua Campli in provincia di Teramo, alla Conferenza nazionale degli enti locali di Forza Italia a Perugia. Con tanto di foto sorridenti al fianco del capogruppo dei senatori azzurri nonché responsabile degli Enti locali, Maurizio Gasparri, e financo del segretario nazionale di Forza Italia e vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani.
L’attivismo di Quaresimale, avrebbe creato però una certa irritazione nel partito regionale, visto che nulla avevano saputo della trasferta, né il segretario regionale e deputato Nazario Pagano, né il capogruppo in Consiglio regionale, e uomo forte degli azzurri in provincia di Teramo, Emiliano Di Matteo, ex leghista anche lui. E non ci sarebbero mai state interlocuzioni per ragionare su un eventuale ingresso di Quaresimale nel partito.
Segno questo che per spianare la strada al suo futuro politico, Quaresimale ha bypassato l’Abruzzo, dialogando direttamente con Roma. Con la sponda, si apprende, di una sua influente conterranea, Luisa Regimenti, originaria di Fano Adriano, anche lei ex leghista, ex eurodeputato, e oggi assessore della Regione Lazio con deleghe a Personale, Sicurezza ed Enti locali nella giunta del neo presidente Francesco Rocca.
Primo sindaco d’Abruzzo, sempre a Campli, ad aderire alla Lega, nel 2017, Quaresimale alle regionali del 2019 è stato tra i più votato, con 8.838 preferenze, e questo gli valse l’assessorato, pesante, al Sociale, all’Università e all’Istruzione. Ricandidato il 10 marzo, complice il declino della Lega, ha preso comunque 5.596 voti, non sufficienti però per la rielezione.
Fuori dunque dai giochi per la giunta come esterno, avendo la Lega a disposizione solo un posto, i vertici del partito si erano impegnati a trovare una compensazione per l’ex assessore, con un incarico, tanto che in un clima di serenità oltre che in Abruzzo, si stavano verificando possibilità di ruoli di rilievo nel ministero dell’Agricoltura, nello staff del sottosegretario Luigi D’Eramo. Poi, “nel pieno rispetto dello stile Quaresimale”, spiegano fonti della Lega, c’è stato l’improvviso addio, senza alcun preavviso, che seppure non come la volta precedente, ha comunque avuto ripercussioni arrivando al tavolo della dirigenza nazionale.
Ancor prima delle Regionali, Quaresimale è stato a lungo in corsa per essere candidato a sindaco di Teramo, poi però la scelta del tavolo del centrodestra è caduta su Carlo Antonetti.
Quaresimale si è dunque a giugno candidato alle Comunali della sua Campli, risultando tra i più votati, ma prima di scegliere il centrodestra di Federico Agostinelli, di Fdi, si era parlato insistentemente di una sua intenzione di tentare l’avventura come candidato sindaco, a capo di una civica, e appoggiato anche dal centrosinistra.
Una prima avvisaglia del suo addio alla Lega, da cui è rimasto fortemente deluso per il mancato appoggio alle regionali dei vari referenti in provincia, ex segretario provinciale, e sindaco di Giulianova, Jwan Costantini, che si dice abbia fatto votare non la Lega, il suo partito, con buona pace dunque anche di Quaresimale, ma il teramano Paolo Gatti di Fratelli d’Italia.
Un suo addio era dunque nell’aria. E durante la passata legislatura, come detto, per dissidi interni, da capogruppo, era stato del resto ad un passo dall’andarsene, per poi restare, ottenendo l’assessorato, al posto di Piero Fioretti, uomo di fiducia dell’ex coordinatore e parlamentare Giuseppe Bellachioma. Quindi in questo modo Quaresimale non ha fatto parte della emorragia di consiglieri della Lega verso altri lidi con la regia del riconfermato presidente della giunta, Marco Marsilio, di Fdi, nemico politico del segretario regionale D’Eramo.





