L’AQUILA – Curia arcivescovile aquilana spaccata sui comitati: alla luce degli ultimi fatti, c’è un’evidente differenza di vedute tra l’arcivescovo metropolita Giuseppe Molinari e il vescovo ausiliare Giovanni D’Ercole.
Quest’ultimo infatti ha oggi firmato la proposta di legge d’iniziativa popolare preparata dai comitati di cittadini aquilani, che puntano a raggiungere 50 mila firme per poterla presentare alle Camere.
Un comportamento che stride con quello di Molinari, che aveva bocciato senza appello la manifestazione del 20 novembre “Sos L’Aquila chiama Italia”, con circa ventimila aquilani (e non solo) a sfilare in corteo per la città.
“Secondo gli organizzatori c’erano ventimila persone – aveva scritto in una nota l’arcivescovo – secondo la Questura solo tredicimila. Alcuni miei amici che erano presenti mi hanno confidato che erano molti di meno. Ma il problema non è il numero dei partecipanti. Il problema è: a che cosa è servita questa manifestazione?”.
Parole al vetriolo che avevano suscitato le reazioni irate dei comitati.



