L’AQUILA – All’Aquila non vanno ricostruite solo le case, ma anche il tessuto culturale.
Lo ha ricordato l’assessore comunale alla Cultura, Stefania Pezzopane (nella foto), lanciando l’allarme dopo l’approvazione della legge regionale che, ha accusato “taglia fuori le istituzioni culturali aquilane da qualsiasi tipo di sovvenzione, mentre ne finanzia altre che sono fuori dal ‘cratere'”.
“A noi dicono che non ci sono i soldi – ha affermato l’assessore – e poi invece vengono dati finanziamenti ad altre istituzioni”.
La Pezzopane ha messo sotto accusa in particolare i fondi stanziati per il liceo “Braga” di Teramo, cui sono stati assegnati 350 mila euro, e per il Teatro Maruccino di Chieti, che secondo la Pezzopane avrebbe ricevuto anche più soldi.
“Questo è inconcepibile – ha spiegato – soprattutto per una città come L’Aquila, capitale abruzzese della cultura, che deve puntare soprattutto sulle risorse culturali per la ricostruzione”.
“Anche perché – ha aggiunto – interrompendo le attività delle istituzioni culturali, il sisma ha causato un impoverimento anche economico, togliendo lavoro a tantissimi operatori culturali”.
L’assessore ha citato istituzioni aquilane come il Teatro stabile d’Abruzzo, l’Istituzione sinfonica abruzzese e l’Accademia dell’immagine, “che a un anno e mezzo dal terremoto del 6 aprile 2009 si trovano ancora in situazioni di grave criticità”.
La Pezzopane ha ribadito poi le richieste già presentate al ministro della Cultura, Sandro Bondi: “Innanzitutto -ha elencato – che la Regione eroghi i fondi del 2009 e ripristini quelli del 2010. Vogliamo poi un sollecito intervento da parte di Arcus a sostegno dei progetti presentati dalle varie istituzioni e il mantenimento del Fus fino al 2015”.
Sempre nell’ottica di riattivare le risorse culturali della città, l’assessore ha proposto la realizzazione di un festival estivo attraverso l’utilizzo dei siti di valore storico/archeologico “sulla falsariga della ‘Versiliana’ che si svolge a Lucca”.
Infine, l’assessore ha sottolineato l’importanza della valorizzazione dei giovani tramite “Progetti di formazione, ipotizzati per iniziativa del capo di gabinetto Salvo Nastasi, per offrire loro un’opportunità di diventare operatori culturali”.






