L’AQUILA – “Se veri i dati forniti, sono stati venduti la metà dei biglietti disponibili”. E ancora: “Considerato l’investimento davvero ingente di risorse pubbliche, crediamo sia doveroso aprire ora un confronto senza che ciò venga considerato lesa maestà, e crediamo sia doveroso anche approfondire altri aspetti, che hanno a che fare con l’etica più che con la cultura, attinenti a palchi e service, alle modalità di affidamento e ai costi sostenuti”. “E sulla serata inaugurale della Perdonanza a pagamento, Biondi faccia un passo indietro”.
Sono alcuni dei passaggi contenuti nella nota inviata dal Pd dell’Aquila in risposta all’intervista rilasciata ad AbruzzoWeb dal sindaco Pierluigi Biondi, responsabile nazionale Enti locali di FdI e presidente dell’Anci Abruzzo, che a sua volta ha replicato ad accuse e polemiche sollevate dal segretario cittadino dem Nello Avellani.
Nella lunga intervista, il primo cittadino, tra le altre cose, ha smentito categoricamente la ricostruzione di Avellani, secondo cui l’edizione 2025 della rassegna estiva de “I Cantieri dell’Immaginario”, sotto la direzione artistica del maestro Leonardo De Amicis, sarebbe un “flop”, “visto che al momento registriamo un dato perfettamente in linea con gli anni passati: ad oggi abbiamo venduto circa 19mila biglietti, manca ancora una settimana al termine della rassegna e quindi, come al solito, staremo fra i 19mila e i 20mila ticket”, ha sottolineato Biondi (Qui il link)
E in merito alla Perdonanza Celestiniana ha chiarito che anche la serata inaugurale sarà a pagamento, soprattutto per questioni di sicurezza (Qui il link)
Di seguito la nota completa con la replica del Pd.
“Il direttore artistico dei Cantieri dell’Immaginario, Leonardo De Amicis, parla di “edizione record” della kermesse: sarebbe stato strano il contrario, in effetti. Sarà nostra premura, al termine del cartellone di eventi, chiedere conto dei biglietti effettivamente venduti, degli incassi ricavati, e dei costi sostenuti, voce per voce, per le produzioni artistiche e per gli allestimenti, dai palchi ai service.
Certo è che se davvero sono stati venduti 19 mila biglietti, e ci si augura di arrivare a 20 mila come indicato dal sindaco, vuol dire che ne sono rimasti invenduti più del 50% di quelli effettivamente disponibili, considerato il numero di posti previsti nelle diverse location per i vari spettacoli.
E cosi si spiegano le sedie malinconicamente vuote viste in parecchi eventi, a fronte di alcuni ‘sold out’. Se si tratta di record, che cosa è successo negli anni passati?
Restano più che legittime, dunque, le domande che abbiamo posto e su cui sarebbe interessante confrontarsi pubblicamente: è davvero necessario allestire un cartellone con così tanti spettacoli, senza che vi sia un filo rosso riconoscibile a dare sostanza alla proposta, privatizzando tra l’altro, per un periodo tanto lungo, uno spazio pubblico che appartiene a tutte e tutti, precludendo persino la vista con i teli oscuranti?
In Commissione, assente come sempre il sindaco, avevamo suggerito di destinare l’utilizzo della scalinata di San Bernardino per gli spettacoli con platee prevedibilmente più ampie (riducendo l’impatto di una chiusura così prolungata), di togliere il catafalco che impedisce persino lo sguardo, e per gli altri spettacoli di utilizzare location diverse, secondo lo spirito originario dei Cantieri che miravano alla riconquista di spazi per la cittadinanza.
Non ci hanno voluto ascoltare.
Considerato l’investimento davvero ingente di risorse pubbliche, crediamo sia doveroso aprire ora un confronto senza che ciò venga considerato lesa maestà, e crediamo sia doveroso anche approfondire altri aspetti, che hanno a che fare con l’etica più che con la cultura, attinenti a palchi e service, alle modalità di affidamento e ai costi sostenuti.
Ma ce ne sarà occasione.
Ciò che torniamo a sottolineare è che eventi finanziati con fondi pubblici dovrebbero rappresentare l’occasione per una crescita culturale e sociale di tutta la comunità, attraverso un sostegno forte alle produzioni di giovani artisti locali e attraverso una spinta alla fruizione della cultura soprattutto di chi non può permetterselo.
A fronte di spettacoli a pagamento bisognerebbe garantire anche spettacoli gratuiti, come accade nelle piazze di tutta Italia dove si organizzano eventi gratuiti partecipati da migliaia di persone.
Parlare di sicurezza pare davvero strumentale.
Ed è davvero inaccettabile ascoltare il sindaco dell’Aquila rivendicare la decisione di rendere a pagamento persino la serata inaugurale della Perdonanza.
Chiediamo a Biondi di fare un passo indietro: così, sta tradendo lo spirito di Celestino V che ci ha donato la Perdonanza come forma di ribellione alla vendita delle indulgenze, al perdono garantito solo a chi poteva permetterselo economicamente.
La Perdonanza è una festa popolare, è di tutte e tutti, è il momento identitario del nostro vivere insieme come comunità: non si può riservare il momento dell’apertura delle celebrazioni soltanto a chi può permetterselo e ha la fortuna di trovare i biglietti.
E non si utilizzi come scusante ciò che è accaduto l’anno passato: le immagini di cittadine e cittadini che si spintonavano non sono altro che il risultato della scelta di precludere l’accesso verso la Basilica e di riservare, tra l’altro, oltre 800 posti ad autorità (590 posti a sedere) e giornalisti (155 posti a sedere).
Numeri ingiustificabili, e che raccontano di come vengano gestiti i biglietti in alcuni casi e di quale sia l’idea di chiusura elitaria a pochi fortunati che questa amministrazione continua ad alimentare.
Se davvero ci sono problemi organizzativi e di sicurezza, allora si rinunci alla spettacolarizzazione e si organizzi una inaugurazione sobria, accessibile a tutte e tutti.
La Perdonanza deve restare un evento popolare e comunitario che appartiene alla città: non può essere gestita dall’amministrazione come ‘cosa propria’”.






