L’AQUILA – Il Gup del tribunale dell’Aquila, Marco Billi, ha rinviato a giudizio Luigi Marrone, di 95 anni di Scoppito (L’Aquila), unico indagato per il crollo del condominio di via Poggio Santa Maria, in pieno centro storico all’Aquila, uno dei filoni più dolorosi della maxi inchiesta sul terremoto.

In quella palazzina morirono infatti 19 persone.

L’anziano imprenditore è l’unico indagato perché l’unico vivente tra le numerose persone che secondo la procura avrebbero avuto responsabilità. La prima udienza del processo è stata fissata per il 15 luglio prossimo.

Il crollo, il 6 aprile del 2009, provocò anche feriti gravi. Per Marrone i reati ipotizzati sono quelli di omicidio colposo plurimo e lesioni; negli anni Sessanta, Marrone era committente e intestatario della concessione edilizia del palazzo di quattro piani.

Stamani ad assistere all’udienza c’erano anche i parenti delle vittime. Quindici le parti civili, compreso il Comune dell’Aquila, che ha chiesto un risarcimento di un milione di euro.

I racconti dei pochi superstiti sono stati terribili: una studentessa riminese di 20 anni, Eleonora Calesini, estratta viva dopo quasi due giorni dal crollo; un’altra, dopo 23 ore.