L’AQUILA – È stata fissata per il 2 ottobre l’udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio per il crollo di un edificio in via Persichetti a L’Aquila, causato dal sisma del 6 aprile.
Ci sarebbero così tutti gli elementi per avanzare la richiesta di processo, che prevede l’accusa di omicidio plurimo per i lavori di ristrutturazione all’antico palazzo, risalenti agli anni Novanta.
Il crollo in questione costò nel 2009 la vita a due persone: Erminda Monti Vicentini e Amelio Zaccagno.
Finiti sotto accusa Francesco Zaccagno e Maria Lidia Zaccagno, rappresentanti della ditta che eseguì i lavori, insieme alla committente Maria Cristina Vicentini. Sarebbe stato usato materiale scadente per le opere di ristrutturazione, così come risulta dalle indagini condotte dagli agenti del Corpo forestale dello Stato.
Secondo quanto riporta il quotidiano Il Centro, avranno un ruolo decisivo per il processo la discussione e le conseguenti valutazioni sulla perizia. Ma c’è dell’altro: i lavori di ristrutturazione avrebbero appesantito il tetto, motivo questo che avrebbe contribuito al crollo del palazzo.
Oppure è solo una supposizione, tanto che i consulenti del giudice sono molto prudenti ad analizzare il caso. Intanto la parte offesa, rappresentata dall’avvocato Carlo Ghizzoni, si è convinta della necessità di un processo.
Non si escludo ora più udienze, anche per l’estrema complessità della perizia.



