L’AQUILA – “Sono Cristian Susanu e Dzvdet Uzeiri i due operai morti. Erano impegnati come molti lavoratori di paesi limitrofi nella ricostruzione di un territorio devastato da ben dodici anni dal terremoto. L’ennesima strage sul lavoro. Inconcepibile che un lavoratore un uomo, padre di famiglia esca per lavorare e non ritorni a casa. Sono anni che la forza lavoro è impegnata affinché si rispettino i protocolli per la sicurezza in tutte le sue sfaccettature e oggi si mettano in atto i protocolli per tutelare chi è esposto in prima persona alla concreta possibilità di contagiarsi”.

Così in una nota Alfonso De Amicis, esponente aquilano del Movimento EuroStop, sulla tragica morte, ieri, a San Pio delle Camere (L’Aquila), nel crollo di un vecchio fabbricato, nel centro del piccolo comune a circa trenta chilometri dall’Aquila, del 41enne romeno Cristian Susanu e del 61enne macedone Dzevdet Uzeiri.

Il fabbricato era interessato da una demolizione post-terremoto 2009.

“Però siamo punto e a capo – continua De Amicis – Cresce la produzione nonostante la pandemia. Sia la produzione manifatturiera che l’export delle imprese italiane che non hanno affatto risentito dell’epidemia Covid. Così anche da noi si lavora e si è lavorato il sabato per ‘guadagnare tempo’. Oggi più che mai risulta rivoltante la favola secondo la quale i lavoratori e il lavoro sarebbero scomparsi dall’orizzonte. Chi ha pensato questo nel tempo è complice di questa cultura. Cosi come risuonano mortificanti, volgari, insultanti e criminali quelle parole per cui per creare occupazione bisogna licenziare. La troppa sicurezza sarebbe un costo per l’impresa. No! Sarebbe la garanzia per qualsiasi lavoratore”.

“Oggi questa ennesima strage non deve rimanere impunita, così come va fatto di tutto per aiutare concretamente queste famigli così severamente colpite così severamente nei loro affetti più cari. Più diritti più tutele più sicurezza è la strada da seguire. Altrimenti diventa ipocrisia di giornata”, conclude l’esponente di EuroStop.