L’AQUILA – Si terrà domani l’udienza preliminare per il crollo del convitto nazionale, per il quale la procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio per due indagati. L’udienza era stata rinviata lo scorso 17 maggio, perché non era ancora tornata indietro la ricevuta di ritorno della notifica di convocazione all’udienza per uno dei familiari delle tre giovanissime vittime, Ondrei Nuuzovsky, della Repubblica ceca. Il giudice non ha potuto fare a meno di rinviare, perché le parti processuali non erano tutte costituite.

Non pare abbia influito sul rinvio l’atto di rimessione indirizzato alla Corte di cassazione presentato al Gup da Paolo Guidobaldi (nella foto), legale di uno dei due indagati, Livio Bearzi, preside del Convitto, nel quale si chiede il trasferimento del processo a Campobasso perché all’Aquila non coi sarebbero le condizioni per un rito sereno. Secondo l’altro avvocato del preside, Alfredo Iorio, domani “il Gup potrebbe decidere di andare avanti o attendere il pronunciamento della Cassazione”.

Le ipotesi di reato contestate dalla procura sono omicidio colposo, disastro colposo e lesioni. La stessa situazione si ritroverà per l’udienza preliminare per il crollo della casa dello studente del prossimo 12 giugno: due degli undici indagati per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni, hanno presentato al Gup istanza di rimessione del processo ad altro giudice per l’assenza di un clima sereno all’Aquila.