L’AQUILA – “I giovani hanno interessato alla problematica anche i tecnici che però hanno risposto ‘dormite sonni tranquilli’. Ora gli otto giovani dormono sonni tranquilli. Spero in una sentenza giusta, anche se ne dubito perché la giustizia tutela chi commette delitti”.

Lo ha detto Silvana Cialente, zia di Francesco Esposito, uno degli otto universitari scomparsi nel crollo della casa dello studente, ricordando ai giornalisti fuori dall’aula del Tribunale che i ragazzi avevano denunciato l’instabilità della struttura in seguito alle scosse dei mesi precedenti, soprattutto quella legata agli ultimi giorni prima del tragico terremoto.

L’udienza per il processo sul crollo della Casa dello studente si sta svolgendo a porte chiuse anche se al dibattimento stanno assistendo familiari delle vittime e anche giovani superstiti, amici degli otto ragazzi morti nel crollo della residenza universitaria il 6 aprile 2009.