L’AQUILA – Sono alla stretta finale le indagini della procura della Repubblica dell’Aquila sulla realizzazione e la manutenzione di circa 500 alloggi antisismici di cinque insediamenti scattate dopo il crollo di un balcone in legno a Case di Preturo “per difetti di costruzione e utilizzo di materiale scadente”.
Nei prossimi giorni potrebbero essere notificati oltre 15 avvisi di garanzia, quindi l’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Roberta D’Avolio passerà da contro ignoti a contro noti con le accuse a vario titolo di crollo colposo, frode nelle pubbliche forniture e omissione di lavori in edifici che minacciano la rovina.
Secondo quanto si è appreso, oltre ai responsabili delle aziende che hanno fornito il legno e hanno realizzato gli insediamenti, sotto inchiesta finirebbero anche funzionari dei vari enti coinvolti nei vari processi dell’intera filiera nel corso degli anni: dall’appalto, ai lavori, alla manutenzione e all’onere della sicurezza.
In tal senso, sempre da quanto appreso, si parla di indagati all’interno anche della Protezione civile, che ha fatto da stazione appaltante per la realizzazione del maxi intervento edilizio dopo il sisma del 6 aprile 2009, e del Comune dell’Aquila, proprietario degli immobili.
Tra le aziende coinvolte la piacentina Safwood indagata dalla Guardia di finanza di Piacenza con una presunta fornitura di legno di 11 milioni in subappalto che, secondo le Fiamme Gialle emiliana sarebbe “fasulla”, al raggruppamento temporaneo d’impresa (Rti) costituito dalle azienda napoletane Iter Gestione e Appalti Spa, Sled Spa e Vitale Costruzioni Spa, oggi tutte e tre fallite, che hanno realizzato le palazzine nei cinque siti dove ci sono stati crolli.
Il Corpo forestale dello Stato sta ultimando la relazione tecnica approfondita sulle indagini e, una volta consegnati i faldoni ai magistrati, verranno emessi gli avvisi di garanzia.
L’inchiesta finora ha portato il giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella a emettere un provvedimento di sequestro di 800 balconi in legno “per la sicurezza dei cittadini e per conservare la prova” in cinque delle 19 new town costruite al costo di 1 miliardo di euro dopo il terremoto per dare un tetto a oltre 16 mila aquilani sistemati in circa 4.500 alloggi.
Intanto, l’operazione sigilli agli 800 balconi pericolosi disposta dal gip è praticamente terminata.
Da sequestrare ci sono le terrazze di una decina di alloggi sfitti per i quali l’amministrazione comunale dovrà consegnare le chiavi e vanno messi in sicurezza circa 20 appartamenti al piano terra, dove va delimitata l’area esterna in cui i balconi del piano di sopra potrebbero crollare.
Anche qui il Comune dovrà fornire materiale per recintare le aree. (b.s.)



