L’AQUILA – “Siamo preoccupati e spaventati dalla tensione che si sta espandendo a macchia d’olio nel settore turistico e produttivo abruzzese”.
A lanciare l’allarme è Giammarco Giovannelli, presidente di Federalberghi Abruzzo, che ad AbruzzoWeb esprime tutte le sue preoccupazioni, ma anche le proposte per i prossimi anni.
“Pescara è la città di riferimento del medio Adriatico – spiega Giovannelli – e nonostante questo, abbiamo visto un calo dell’incoming che oscilla tra il 35 e il 40 per cento. Pescara è la città del business, il mare è stato un mercato integrativo, qui c’è un porto e un aereoporto che potrebbero assicurare il flusso di persone molto più ampio di quello attuale, se solo ci fosse una pianificazione preventiva delle entrate certe, ma soprattutto comunicazione tra le varie strutture per trovare accordi commerciali”.
Riguardo i problemi che pesano sul panorama turistico estivo di Pescara, Giovannelli si chiede: “come si fa a non capire che si deve urgentemente risolvere il problema del dragaggio? Come si fa a non capire che l’aereoporto deve programmare accordi con le compagnie, a medio e lungo termine, per assicurare un incoming certo di persone? E poi, quale sarà l’ente che sostituirà l’Aptr (Abruzzo Promozione Turismo)? Anche se l’assessore ci assicura un’alternativa, è necessario che questa struttura si coordini efficientemente a quella che è atta, adesso, a programmare la struttura turistica”.
“Invece – continua il presidente Federalberghi – ancora non si risolve il problema della sospensione dell’erogazione idrica, per cui alcune aziende hanno già pagato il 180 per cento degli importi che dovevano, per ristrutturare la rete. Si parla ancora dei problemi dei depuratori. Dobbiamo capire da dove si parte e come risolvere le anomalie della nostra regione”.
In merito alla crisi del turismo, Giovannelli tuona anche sulla situazione dell’Aquila, dove gli alberghi soffrono da ormai tre anni una situazione “al limite della sopravvivenza”.
“L’Aquila, colpita dal sisma del 6 aprile 2009 che l’ha distrutta – dice – ha bisogno di un programma di rivalorizzazione del territorio ad hoc. Si deve uscire da questo periodo nefasto e dal pessimismo che noi di Federalberghi abbiamo deciso di non sposare. Abbiamo scelto di vedere il bicchiere mezzo pieno e dobbiamo lavorare tutti in sincronia pianificando preventivamente le stagioni turistiche, evitando di fare come un ventennio fa, separandosi e smaterializzando le risorse”.
Le città che quest’anno hanno visto un notevole calo ma non grave come quello pescarese, sono Teramo e Chieti, che vedono un decremento dell’afflusso turistico intorno al 25 per cento.
“Nel panorama turistico marittimo, Chieti e Teramo hanno investito moltissimo – spiega – ma la crisi economica delle famiglie che chiedono sconti, prenotano per brevi periodi o addirittura disdicono se sopraggiunge un pagamento inaspettato, non permette di avere i bilanci in linea con le necessità delle strutture alberghiere”.
“A settembre – prosegue Giovannelli – oltre al decremento del turismo – ci sarà la consapevolezza del crollo dei fatturati. E allora sarà pressochè impossibile mantenere gli impegni economici presi. Dov’è il sistema della governance che va incontro ai sacrifici degli albergatori? Si deve avere il coraggio di dire agli operatori turistici italiani se possono ancora illudersi di lavorare in questo territorio. Necessitiamo di un messaggio”.




