L’AQUILA – “È un segnale pessimo, però non lo abbiamo fatto con felicità: per noi è stata una scelta obbligata”.
Ammette la singolarità di un Consiglio comunale sciolto due volte in due anni il consigliere di minoranza Osvaldo Di Carlo, tra i dimissionari che hanno portato alla caduta del Comune di Montereale e del sindaco Anna Rita Laurenzi, ma rivendica le ragioni di uno strappo che costerà caro.
“Atti del genere – spiega – sono sempre pesanti e lasciare un’altra volta il Comune in mano a un commissario è un atto grave. Ma dalle nostre parti diciamo che quando c’è un tumore si deve operare. Che voglio dire? Che era una scelta obbligata, se fossimo rimasti così avremmo trascinato questa situazione per mesi, per poi arrivare comunque a questo risultato”.
“La situazione è precipitata perché la prima cosa fatta dal sindaco è stata spaccare la maggioranza e due consiglieri sono passati nel gruppo misto. Questa è stata la causa scatenante, inoltre nessuno è riuscito a ricomporre la situazione, cercando di far ragionare il sindaco sui problemi”.
Ma quali sono i problemi? “Montereale – spiega Di Carlo – è nel degrado totale, ci sono tante strade chiuse come via Le Pezze, la 105 da Marana a Ville di Fano, la Marana-Cabbia, la strada Interpoderale via Angelo Maria Ricci, chiusa per una grossa frana. Ma i problemi non si risolvono solo sbarrando le strade”.
Quando cadde Lucia Pandolfi, di centrosinistra, furono in sette a dimettersi. Stavolta ne sono bastati cinque. “Il ministero ce lo ha confermato – spiega ancora il dimissionario – Nel giro di un paio di giorni arriverà il commissario e penso che a primavera si torna alle votazioni. Abbiamo battuto ogni record”, conclude con amarezza. (alb.or.)





