L’AQUILA – Si saprà solo domani, a Roma, nell’ennesimo incontro al ministero dell’Economia, se la clamorosa protesta di ieri dei lavoratori delle cartiere Burgo di Avezzano (L’Aquila) sia servita a qualcosa o meno.

Ieri centinaia di persone hanno sfilato per le vie di Avezzano e sono arrivate a bloccare per mezz’ora il casello autostradale della A25, presidato dalle forze dell’ordine in tenuta antisommossa.

Un gesto figlio dell’esasperazione, quella di 250 lavoratori lasciati a casa ad agosto dopo che la proprietà ha annunciato, da un giorno all’altro, la cessazione dell’attività a causa delle gravi difficoltà economiche, che non consentirebbero di effettuare investimenti sullo stabilimento marsicano.

Presenti alla mobilitazione, tra gli altri, il vice presidente della Regione e assessore alle Attività produttive Giovanni Lolli, la senatrice Stefania Pezzopane, il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio e il sindaco di Canistro (L’Aquila) Antonio Di Paolo.

“Auspichiamo che nell’incontro di domani – ha dichiarato la Pezzopane – il governo sia adeguatamente rappresentato. Perché la questione della cartiera non può essere sottovalutata. L’azienda non può fuggire, perché la nostra reazione è e sarà forte. La chiusura della cartiera va scongiurata e nell’incontro al Ministero tenteremo di convincere l’azienda ad approdare ad una soluzione ragionevole”.

E il presidente Di Pangrazio, avezzanese, promette che “la Regione farà di tutto per incentivare l’azienda a restare”.

Il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, non presente alla manifestazione, ribadisce che è necessario che la cartiera “riapra anche per breve periodo, così da agevolare la possibile riconversione in partnership o anche la cessione dello stabilimento”.

Affilano le armi i sindacati, e Gianluca Carrega, segretario nazionale della Slc-Cgil, sottolinea che “lo stabilimento di Avezzano ha tutte le carte in regola per produrre profitti, come ha già dimostrato con la conversione a gennaio alla carta naturale, poi improvvisamente interrotta”.

Promette vendetta infine il sindaco Di Paolo, chidendo i rubinetti.

“La cartiera Burgo, a oggi, continua a sfruttare le acque del fiume Liri, nel nostro territorio, pagando dei canoni irrisori al Comune. La concessione per l’attingimento è in scadenza prossima e lo scorso 4 ottobre inoltre è scaduta la concessione della Santa Croce – insiste – Si dovrebbe procedere per entrambi i casi a un bando di gara europeo, ma in assenza dei decreti attuativi della Regione, ci ritroviamo di nuovo di fronte a una proroga, l’ennesima, che non cambia la situazione in essere. Auspico che il nuovo esecutivo regionale provveda entro breve tempo a risolvere questa situazione, come promesso dal vice presidente Lolli”.

“Ringrazio i lavoratori Burgo che hanno anche affisso ai cancelli uno striscione con la scritta ‘Canistro è nostra’ richiamando l’attenzione anche sulla problematica della centrale Pratofranco che utilizza le nostre risorse naturali”, ha concluso.

Di Paolo, già nei giorni scorsi, insieme al vice sindaco Paolo Di Pietro, aveva raggiunto il presidio dei lavoratori davanti ai cancelli della fabbrica, per un incontro con i sindacati.