L’AQUILA – Tensione nel Comune aquilano di Rocca di Mezzo e di conseguenza ai vertici del coordinamento dei Comuni del “cratere” del sisma del 6 aprile 2009.
Mauro Di Ciccio, sindaco del Comune terremotato, ha dimissionato con un decreto notificato nei giorni scorsi il suo vice, Emilio Nusca, storico primo cittadino del centro montano e attuale coordinatore delle 56 amministrazioni del “cratere”.
Una revoca che potrebbe avere effetti sulla già problematica governance della ricostruzione nei territori che hanno subito la scossa delle 3.32.
Si tratta di una decisione clamorosa, visto che l’attuale sindaco veniva considerato un delfino di Nusca. Ma è la conseguenza di uno scontro politico all’interno del Partito democratico locale.
Proveniente dai Democratici di sinistra, passato poi nel Pd, Nusca è stato candidato alle ultime elezioni regionali con la lista civica di centrosinistra Abruzzo facile, che ha appoggiato il candidato presidente Luciano D’Alfonso, non trovando posto nella lista di partito.
Secondo quanto si è appreso, Di Ciccio e Nusca sarebbero arrivati ai ferri corti quando quest’ultimo, il 15 ottobre scorso, ha votato contro la maggioranza su un regolamento che riguardava l’installazione di impianti fotovoltaici.
Di Ciccio, va ricordato, è stato per anni il vice di Nusca e, alle ultime elezioni comunali, l’uscente, incandidabile perché aveva raggiunto quello che prima era il limite massimo di due mandati consecutivi, aveva proprio indicato proprio Di Ciccio come successore.
Sulla causa della rottura Nusca, che tuttavia ha confermato la revoca della delega, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.
Il dubbio ora è se questa decisione metterà in discussione o meno la carica di coordinatore dei sindaci delle aree omogenee di Comuni. Dal punto di vista formale la risposta è negativa visto che, come si è affrettato a sottolineare l’interessato, nell’atto di revoca Di Ciccio gli ha comunque confermato la delega alla ricostruzione.
E il coordinatore, stando alla legge Barca, può essere un sindaco o un delegato del sindaco.
“Sono amareggiato ma sereno – ha a tal proposito affermato Nusca ad AbruzzoWeb – e continuerò a occuparmi della ricostruzione dei comuni del ‘cratere’, in un momento molto difficile, e non voglio perdere tempo con le polemiche”.
E Nusca ha anche ricordato di essere stato “riconfermato, all’unanimità, alla carica di coordinatore, che non ha scadenza di mandato, non previsto dalla legge Barca, il 19 settembre scorso, da un’assemblea composta da una quarantina di sindaci”.
Il voto di conferma della fiducia era stato chiesto da alcuni sindaci a seguito delle elezioni amministrative del maggio scorso, che avevano rimodulato la composizione dell’assemblea.
La poltrona di Nusca potrebbe, però, essere comunque in pericolo se si tiene conto che parte dei sindaci, e del Pd aquilano, non fanno mistero di volerlo spodestare, accusandolo di conflitto di interessi, in quanto l’attuale coordinatore è anche responsabile dell’area omogenea di Rocca di Mezzo, una delle nove in cui il “cratere” è stato suddiviso.
A far riflettere è il fatto che il responsabile dell’area omogenea gestisce la ricostruzione, e Nusca di professione fa l’ingegnere.
Argomenti che potrebbero essere fatti pesare in un’eventuale guerra di successione.



