ROMA – “Una delle poche armi che abbiamo per allontanare, o meglio, far calare i contagi da coronavirus sono le mascherine, nonostante a volte possano essere limitanti o fastidiose. Bisogna però stare attenti a due particolari fattori. La carica virale e il tempo”.
A spiegarlo il virologo Carlo Federico Perno, direttore dell’Unità di Microbiologia all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.
“Il punto cruciale è come viene indossata. Diversi studi dimostrano che il Coronavirus alberga essenzialmente nel naso. Quindi la mascherina è totalmente inutile se non copre perfettamente il naso, oltre che la bocca“.
Il virologo poi spiega la differenza nella protezione tra le mascherine FFP2 e quelle chirurgiche: “la FFP2 ha una capacità filtrante maggiore rispetto alla mascherina chirurgica, ma quest’ultima, se indossata correttamente, protegge a sufficienza le goccioline che trasportano il virus”.
“Se mi trovo in una stanza chiusa con una persona positiva a Sars-CoV-2 e non c’è ricambio d’aria frequente, con il passare del tempo l’aria si impregna di virus e anche la mia mascherina. Si verifica l’”effetto spugna”: la mascherina trattiene il virus, ma se la quantità di patogeno è molto alta la capacità filtrante viene meno“, il professor Perno rinnova così l’importanza del ricambio d’aria negli ambienti chiusi. Per quanto riguarda le mascherine FFP3, ricorda che non sono indicate per la popolazione generale, mentre quelle di stoffa non sono ottimali ma se hanno una trama spessa possono proteggere in maniera efficace”.
“In condizioni normali, soprattutto all’aperto, è sufficiente sostituirla di giorno in giorno, o anche meno se la si utilizza per poco tempo e rimane pulita – prosegue Perno – va ricordato che il virus resiste nell’ambiente, rimanendo integro, più di mezzora e meno di 5-6 ore. L’effetto “collaterale” della mascherina è quello di ridurre la quantità di ossigeno che inspiriamo e di aumentare la quantità di anidride carbonica che espiriamo. Nessun problema quando si è a riposo, mentre se si fanno sforzi la diminuzione di ossigeno può essere dannosa per il cuore: questo vale in particolare per gli anziani, i cardiopatici e gli obesi“.






