TERAMO – “Le imprese stanno soffrendo e le risorse non sono mai giuste o sufficienti e in un periodo molto difficile come questo che stiamo vivendo. Alcune sono in previsione di chiudere. L’unico modo per dar loro respiro è che il Governo stanzi velocemente risorse adeguate e che la Regione e i Comuni sospendano tasse, come la tari, e l’imposta municipale propria”.
Parole amare quelle del direttore provinciale di Confesercenti Teramo, Flaminio Lombi, intervistato da Abruzzoweb, per fare un punto della situazione attuale sulle piccole e medie imprese del territorio teramano.
Dopo la crescita registrata nel III trimestre, su tutta la regione, le ultime restrizioni governative iniziano invece a pesare nelle tasche degli esercenti e dei loro dipendenti, con l’ulteriore incognita dell’effetto economico che avrà il nuovo Dpcm Conte: “Al di là della buona performance del mese di agosto e di settembre, le imprese stanno soffrendo. Ci si stava riprendendo da una crisi economica e si è passati, improvvisamente, ad una crisi sanitaria che ha purtroppo conseguenze sul tessuto economico e sociale: dunque sul pil e sull’occupazione territoriale”.
In sede di confronto tra Stato e Regioni, i governatori hanno chiesto indennizzi per le categorie economiche da presentare contestualmente al Dpcm, congedo parentale e riconciliazione e ancora esenzione 2020-21 dei tributi per tutte le attività economiche soggette a provvedimenti di chiusura.
Diversamente si rischia “l’ultimo atto” per le attività, che hanno già sofferto per il lungo lockdown della prima fase e che con la seconda ondata del Covid hanno dovuto subire ulteriori restrizioni, come la chiusura alle 18 di bar, ristoranti, gelaterie, pub, orario solitamente di inizio affluenza. A soffrire, però, non sono le attività di ristorazione, con l’aumento dei contagi, infatti, in molti hanno preferito restare a casa, lasciando in questo modo città deserte con negozi e attività d’artigianato senza clientela.
“Il territorio teramano vive prettamente di turismo ed il numero di presenze quest’anno è purtroppo sceso rispetto agli anni precedenti – con buona pace delle risorse proprie delle imprese messe in campo per fronteggiare il virus – oltre alla riduzione dei posti a sedere nei ristoranti o nelle gelaterie, o nei bar, quale misura restrittiva imposta dal Governo Conte, gli imprenditori si sono visti aumentare contemporaneamente i costi di gestione per l’acquisto di prodotti per la sanificazione e di plexiglass, come previsto da legge”.
Dichiarazioni scoraggianti in un periodo di incertezze, con le pmi, ossatura di un territorio, che arrancano e che potrebbero finire in terapia intensiva se la cura non viene somministrata in tempo: “le risorse finanziate dall’esecutivo nazionale – per Lombi- non possono tardare ad arrivare, perché la cura non si dà ad un paziente che è già morto; le nostre imprese stanno resistendo ma non ancora per molto”.
Il monito del direttore di Confesercenti Teramo alla fine arriva: “il Governo deve velocizzare lo stanziamento di risorse adeguate, anche la Regione ed i Comuni devono fare la loro parte, ad esempio eliminando l’imu, la tari, ed in questo modo aiuterebbero le imprese a respirare, soprattutto perché non si sa quando avrà fine questa situazione pandemica e quando sarà pronto il vaccino”.






