L’AQUILA – Sono 42 i nuovi casi Covid in Abruzzo. Di questi, 7 si trovano nell’Aquilano, 14 nel Chietino, 14 nel Pescarese e 7 nel Teramano.

I contagi riguardano anche oggi alcuni bambini a partire da un anno di età.

I contagi del resto aumentano in tutta Italia: i bollettino del ministero della Salute del 3 ottobre ha registrato 2.844 nuovi casi, con 118.932 tamponi effettuati. Secondo il monitoraggio settimanale dell’Iss, relativo alla settimana fino al 27 settembre, sono 3.266 i focolai attivi di cui 909 nuovi (la definizione adottata di focolaio prevede l’individuazione di 2 o più casi positivi tra loro collegati), entrambi in aumento per la nona settimana consecutiva

Ammontano invece in Abruzzo 962 i casi attualmente positivi, di cui 72 ricoverati in ospedale (6 in terapia intensiva) e 890 i pazienti in isolamento domiciliare.

Sono 3097 i dimessi e i guariti dall’inizio dell’emergenza, a fronte di 205994 test complessivi.

In una giornata in cui il coronavirus ha fatto registrare altri 42 casi in Abruzzo, sebbene su un numero imponente di tamponi, crescono le preoccupazioni per quanto sta accadendo all’interno delle scuole.

BIMBO POSITIVO IN SCUOLA DI SCOPPITO

Ci è stato comunicato un caso di positività al Covid 19 presso una sezione della Scuola dell’infanzia Flli Grimm di Civitatomassa. Insieme al Direttore didattico e alla referente covid dell’Istituto, abbiamo messo in atto tutte le procedure necessarie al contenimento dei contagi. Il Dipartimento di Igiene e prevenzione competente ha ricostruito i contatti e avvertito tutte le persone che dovranno osservare il periodo di quarantena. E’ stata prevista la chiusura della sezione interessata e la sanificazione straordinaria del plesso scolastico”.

A renderlo noto il sindaco di Scoppito, comune ha pochi chilometri dall’Aquila, Marco Giusti, sul suo profilo facebook.

“Queste operazioni consentiranno di proseguire le attività didattiche delle altre sezioni in sicurezza. Cio’ significa che per le altre sezioni lunedi la scuola sarò regolarmente aperta”.

“A margine vorrei esprimere la vicinanza e la solidarietà della nostra comunità alla famiglia interessata con l’auspicio che questa vicenda sia messa presto alle spalle. In questi mesi tutti abbiamo lavorato duramente per garantire la riapertura delle scuole Tuttavia la vicenda di oggi ci ricorda una volta di più che questo sarà un anno particolare. Un anno in cui in tutte le nostre attività dovremmo fare i conti con una situazione di potenziale pericolo. Ma non possiamo far vincere la paura e soprattutto dobbiamo garantire ai nostri bambini una scuola funzionante nel rispetto delle norme sui contagi. E’ un nostro dovere e un loro diritto”, conclude Giusti

 

NELL’AQUILANO TRE CLASSI IN QUARANTENA, CONTAGIATI PROF E STUDENTI

Il bollettino del monitoraggio regionale diffuso dalla cabina di regia Istituto superiore di sanità – Ministero della Salute segnalano oggi 14 probabili focolai attivi in Italia su questo fronte.

In Abruzzo si sono verificate due situazioni di allerta.

La prima a Castel di Sangro, dove due classi intere sono finite in quarantena a causa della positività di un docente dell’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato.

L’uomo avrebbe accusato i primi sintomi il 25 settembre, proprio nel giorno successivo al ritorno in classe. Da quel momento in poi sarebbe stato messo in isolamento, avendo tenuto solo qualche lezione.

Ovviamente, però, sono scattate tutte le misure precauzionali previste dai protocolli e gli studenti di due classi, una classe quarta e una quinta, sono finiti in quarantena.

Il sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, ha diffuso un video messaggio per chiedere alla popolazione di rispettare tutti gli accorgimenti necessari per evitare il propagarsi del contagio.

L’altro caso riguarda Avezzano dove è stata posta in quarantena un’intera classe del liceo Classico Torlonia.

Qui il caso riguarda una studentessa trovata positiva al coronavirus.

L’isolamento di docenti, studenti e collaboratori scolastici finirà il 12 ottobre.

Sempre rimanendo alla provincia dell’Aquila, tra gli 11 contagi evidenziati dall’ultimo bollettino c’è anche quello di Chiara Nanni, vicesindaco del paese.

E’ stato il primo cittadino, Vincenzo Giovagnorio, a dare la notizia.

La donna era già in quarantena dallo scorso 20 settembre.

Sempre nella Marsica l’altro giorno era stato accertato il contagio di Giancarlo Cipollone, candidato consigliere della Lega, tra i più votati alle amministrative con 264 voti.

POSITIVO DIRETTORE BCC ATESSA, “CHI MI HA INCONTRATO PRENDA PRECAUZIONI”

Positivo al Coronavirus il direttore generale della Bcc Sangro-teatina di Atessa.

A comunicarlo è lo stesso direttore, Fabrizio Di Marco, su Facebook.

“Purtroppo sono risultato positivo al Covid19. Sto bene non ho febbre, gusto e olfatto sono ok. Responsabilmente lo voglio comunicare a tutti per precauzione in modo tale che le persone che mi hanno incontrato in questi ultimi giorni possano prendano le dovute misure”, scrive.

“Saremo in quarantena io e la mia famiglia fino al 17 ottobre. Avere preso il Virus non è una colpa ma dire a tutti di averlo beccato è un senso di CIVILTÀ. Buona giornata a tutti e speriamo che il virus non si propaghi”.

UN POSITIVO AD AIELLI, “E’ IN ISOLAMENTO, IN BUONA SALUTE”

AIELLI – Un caso di Coronavirus è stato registrato ad Aielli nelle ultime ore, a darne notizia il primo cittadino Enzo Di Natale.

“Sono stato appena avvisato dalla Asl circa un caso di positività di una persona residente sul nostro territorio comunale. Ho appena sentito la persona risultata positiva al Covid-19.  È in buona salute, è in stato di isolamento ed è monitorata dal personale medico dell’Azienda Sanitaria Locale”.

“A nome della cittadinanza auguro al cittadino aiellese una pronta guarigione. Colgo l’occasione per raccomandare a tutta la popolazione l’osservanza delle regole e delle procedure finalizzate al contenimento dell’epidemia da Covid-19”.

“Vi terrò aggiornati costantemente su eventuali sviluppi”, conclude il sindaco.

VERSO OBBLIGO MASCHERINE ALL’APERTO IN TUTTA ITALIA

Sulla mascherine, per ora, si va in ordine sparso, come è successo tante volte in questi mesi di emergenza ma presto anche il governo potrebbe decidere di renderle obbligatorie anche all’aperto, seguendo l’esempio del Lazio e di altre Regioni che hanno già emesso ordinanze restrittive.

Lo anticipa Il Corriere della Sera: “Nessuno lo dice chiaramente, perché la decisione non è ancora presa. Ma basta parlare con gli esponenti del governo per capire che ormai si tratta di un approdo quasi inevitabile. Anche perché i contagi aumentano con una progressione che spaventa. E quindi già nel consiglio dei ministri di lunedì, in vista della proroga dello stato d’emergenza al 31 gennaio, potrebbe essere emanato un Dpcm che va in quella direzione”.

VIMINALE AI PREFETTI, “CONTROLLI PER LIMITARE CONTAGI”

In considerazione della più recente evoluzione della curva epidemiologica, il capo di gabinetto del ministero dell’Interno, Bruno Frattasi, ha indirizzato una circolare ai prefetti allo scopo di adottare tutte le iniziative di propria competenza per limitare il rischio del contagio. Lo fa sapere il Viminale in una nota. Nella circolare si ribadisce “l’impegno delle Forze di polizia nell’assicurare il rispetto delle disposizioni anti-Covid attraverso i servizi di prevenzione generale che caratterizzano le attività di controllo del territorio, come anche la possibilità di controlli mirati in relazione ai luoghi urbani e alle fasce orarie di maggiore affollamento”.

Le attività di controllo “potranno essere modulate in relazione a specifici quadranti territoriali e a determinate fasce orarie, in cui risulti maggiore il rischio di assembramenti, con il consueto concorso di operatori delle polizie locali e con l’eventuale ausilio del personale militare appartenente al dispositivo ‘Strade Sicure’, nel quadro del pertinente Piano di Impiego'”. È quanto dispone la circolare del Viminale indirizzata ai Prefetti, in merito ai controlli per il rispetto delle misure anti-Covid. Il Viminale specifica che verranno definite dai prefetti nelle competenti sedi di coordinamento – anche con riguardo ai contingenti da impiegare, in considerazione delle esigenze di sicurezza dei vari contesti territoriali – con il concorso delle polizie locali e delle altre amministrazioni interessate.

“Siamo riusciti ad affrontare la fase più dura” dell’emergenza, “ma la soglia di attenzione deve essere fatta. Non possiamo permetterci di abbassarla. I sacrifici fatti si disperderebbero in un baleno se non mantenessimo sempre alta la soglia di attenzione”. Lo dice il premier Giuseppe Conte al terzo Forum internazionale del Gran Sasso presso l’università degli Studi di Teramo.