MILANO – Sì a un pass per regolare gli spostamenti, no ai tamponi salivari per l’ingresso in scuole o ristoranti, cinema e teatri.
Il numero uno dei virologi italiani Arnaldo Caruso, presidente della Siv-Isv (Società italiana di virologia), commenta in un’intervista all’Adnkronos Salute due delle proposte sul tavolo in queste ore in cui si programmano le riaperture, con allentamenti su più fronti delle misure anti-Covid.
“Il pass mi sembra una buona cosa – afferma – in un momento in cui siamo ancora in una situazione emergenziale perché il virus resta con noi, anche se sta perdendo potenza per l’andamento stagionale che abbiamo confermato con le osservazioni di questi ultimi giorni”, sottolinea l’esperto, ordinario di microbiologia e microbiologia clinica all’università degli Studi di Brescia e direttore del Laboratorio di microbiologia dell’Asst Spedali Civili.
“Almeno in questo prossimo periodo estivo – ragiona – è bene che il movimento delle persone sia in qualche modo regolamentato da un strumento ad hoc. Poi, una volta messa in sicurezza la popolazione con la vaccinazione, ovviamente questi pass andranno rivisti in base alle necessità contingenti”. Quanto invece al tampone salivare, secondo Caruso “farlo a tappeto avrebbe costi troppo alti per la società, mentre fatto a campione servirebbe a poco”. Se la decisione politica, la “scelta ragionata”, è quella di riaprire, “allora ritengo sia giusto farlo dal punto di vista pratico osservando tutte le precauzioni necessarie e raccomandate. L’essenziale è rispettare le norme di sicurezza, garanzia di meno spese per tutti, di meno burocrazia. È cruciale che ognuno di noi stia attento a comportarsi bene, e che tutti i locali e tutte le attività mettano in atto le disposizioni previste”, conclude.






