L’AQUILA – “Siamo in una condizione di relativo incremento del numero dei casi per la maggiore trasmissibilità della omicron 5 e per il fatto che nella popolazione sono venute meno prevenzioni come l’uso della mascherina in ambienti pubblici e si fa meno caso agli assembramenti in locali chiusi non areati alla presenza di molte persone. A questo si aggiunga che gran parte della popolazione ha fatto la ultima dose otto mesi, che le quarte dosi sono al 20% e che l’immunità decade dopo sei mesi. Tutto ciò aumenta il rischio e ci porta a dire che è necessario che tutti facciano la quarta dose”.

Così Nicola Petrosillo, ex direttore del Dipartimento Malattie infettive dello Spallanzani di Roma, attualmente responsabile della prevenzione controllo delle infezioni al policlinico universitario bio-medico di Roma, intervenendo all’Aquila sullo stato del covid a margine di un convegno sulle misure da adottare contro il crescente fenomeno delle infezioni nelle strutture ospedaliere.

“Certo che aver fatto almeno tre dosi ha garantito finora una situazione per la quale nel 90% dei casi le infezioni colpiscono nella alte vie respiratorie non causando più gravi polmoniti – ha proseguito -. Tuttavia, l’immunità è in decremento e si ribadisce la necessità di una quarta dose insieme con una maggiore attenzione ai luoghi chiusi affollati e alla opportunità di indossare mascherine dove si debba obbligatoriamente soggiornare in ambienti con molta gente”.