PESCARA – “Il presidio  ospedaliero di Pescara il numero di pazienti ordinari in attesa di valutazione e di  ricovero in area medica è in generale elevato, con un numero medio di pazienti in attesa tra i 15 e i 20 talora per 48 ore”. “negli ultimi giorni si è verificato un imprevedibile super afflusso di pazienti in area medica con impossibilità di ricovero essendo tutte le aree mediche specialistiche sature, analogamente a quelle chirurgiche”.

Queste le motivazioni, nel mezzo della nuova emergenza covid,  con cui la Asl di Pescara, con un atto a firma di Antonio Caponetti direttore sanitario, Giustino Parruti direttore dipartimento medico, e Valerio Fortunato, direttore medico ospedaliero, hanno sospeso il 6 gennaio, e per 48 ore, le attività di accettazione  dei pazienti con patologia medica geriatrica all’ospedale di Pescara, visto che il pronto soccorso rischiava di andare in tilt. Fatti salvi, ovviamente le patologie tempo dipendenti e di pertinenza di tutti gli altri dipartimenti. Conseguentemente “si è deciso di indirizzare i pazienti  presso gli altri presidi ospedalieri degli ospedali vicini e di tutti gli altri regionali se necessario”.

Nella nota si precisa che occorre “continuare ad assicurare le misure di controllo delle infezioni di trasmissioni del sars cov 2 in aria nosocomiale con i conseguenti vincoli interni di ricoveri sovrannumerari”, e occorre  assicurare “adeguata assistenza ai pazienti che sono in attesa di ricoveri, state la tua incapacità di dimettere precocemente i pazienti ricoverati”.

Una decisione che ha mandato su tutte le furie i consiglieri regionali del Pd Silvio Paolucci e Antonio Blasioli

“Al caos dei vaccini e dei tamponi, così, si aggiunge anche quello, irrisolto, delle strutture ospedaliere – si legge nella loro nota – una vergogna causata dalla totale mancanza di governance da parte del centrodestra, che ha mandato in confusione ormai tutto il sistema sanitario regionale, nel pieno della nuova ondata pandemica”.

“Complice è anche il silenzio del Presidente del Comitato dei Sindaci Asl, che non ha detto una parola su questo che è il punto più basso toccato dalla sanità pescarese – incalzano i consiglieri regionali dem – A ciò si aggiunge la terribile situazione in cui sono costretti a lavorare i dirigenti medici del Pronto Soccorso, mai aiutati dalla governance della Asl, anzi, spesso osteggiati come se il Pronto Soccorso fosse un corpo estraneo dell’ospedale. Chiederemo un Consiglio comunale straordinario su questo che ormai non è più un caso isolato ma l’ennesimo episodio grave di malasanità” proseguono Paolucci e Blasioli.

“Nei fatti si nega il diritto alla cura ai pazienti peraltro più fragili, quelli in area geriatrica, altro che atto di responsabilità verso i pazienti, come la Verì motivò qualche settimana fa il primo stop cercando giustificazioni impossibili alla propria scelta. Una situazione che rimarca ancora di più l’incapacità di gestione dei presidi e di erogazione delle prestazioni, nonostante tutte le risorse assicurate dal Governo proprio per evitare che accadesse ciò che si sta invece verificando a Pescara, ma anche in tanti altri presidi ospedalieri del territorio, che hanno gli organici ridotti al lumicino perché la Regione non governa il settore a dovere”.

“Ci chiediamo cosa stiano facendo Presidente ed Esecutivo regionale per affrontare la situazione, per frenare la mobilità passiva, per salvare la sanità abruzzese da un nuovo probabile commissariamento a causa dei debiti accumulati finora. C’è da chiedersi qual è il valore aggiunto della politica, che dovrebbe affrontare e risolvere i problemi e non lo fa, ma lascia la sanità resta al palo, anzi, la chiude, come sta accadendo a Pescara”.