ROMA – A 2 anni dall’inizio della pandemia, i sistemi sanitari devono ancora affrontare sfide significative nella fornitura di servizi sanitari essenziali.
Sono state segnalate interruzioni continuative in oltre il 90% dei Paesi intervistati nel terzo capitolo dell’indagine globale dell’Oms sulla continuità dei servizi sanitari essenziali durante la pandemia di Covid-19.
I Paesi hanno segnalato interruzioni dei servizi per tutte le principali aree sanitarie, tra cui salute sessuale, riproduttiva, materna, neonatale, infantile e adolescenziale, immunizzazione, nutrizione, cura del cancro, disturbi mentali, neurologici e da uso di sostanze, Hiv, epatite, tubercolosi, malaria, malattie tropicali e assistenza agli anziani.
Inoltre, se si è accelerato molto sulla vaccinazione contro Covid-19, hanno funzionato a singhiozzo i servizi di immunizzazione di routine.
I risultati di quest’ultima indagine, condotta alla fine del 2021, suggeriscono che i sistemi sanitari in tutte le regioni e nei Paesi di tutti i livelli di reddito continuano a essere gravemente sotto stress, con un miglioramento minimo o nullo dall’inizio del 2021, quando è stata condotta la precedente indagine.
Gli interventi chirurgici programmati sono stati cancellati o rinviati nel 59% dei Paesi, circa uno su 2 ha segnalato anche interruzioni delle cure riabilitative e palliative.






