L’AQUILA – “Il ministro Roberto Speranza mi ha anticipato poco fa l’esito della riunione che ha stabilito il passaggio dell’Abruzzo, insieme ad altre quattro Regioni – Umbria, Basilicata, Liguria e Toscana – nella zona arancione. Gli effetti del provvedimento che il ministro si appresta a firmare in serata avranno decorrenza dalla giornata di mercoledì”. Lo ha annunciato poco fa il presidente della Regione Marco Marsilio.

La decisione definitiva è arrivata al termine della riunione del Comitato tecnico scientifico nazionale e la cabina di regia per l’emergenza Covid.

Riunione cruciale per il “semaforo” delle regioni italiane, suddivise in gialle, arancioni e rosse in base al livello di rischio. Le nuove restrizioni sono scattate infatti appena venerdì scorso, giorno di entrata in vigore del dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte il 3 novembre. Ma il contagio continua a dilagare.

Per l’Abruzzo regione gialla fino ad oggi,  era già atteso il passaggio ad area arancione.

Tra le principali misure: divieto in qualsiasi orario del giorno o della notte di uscire dal proprio comune e dalla propria regione, salvo che per esigenze di lavoro, studio, salute e necessità, ovviamente da indicare sul modulo di autocertificazione, nonché chiusura di bar, ristoranti e pasticcerie h24, ad esclusione di catering e mense. Ecco le Faq, le domande più frequenti sulle misure adottate dal governo sulle zone arancioni: http://www.governo.it/it/articolo/domande-frequenti-sulle-misure-adottate-dal-governo/15638#zone

“Purtroppo con questi dati e con la situazione dei posti letto abbiamo raggiunto la soglia di rischio del 30% delle terapie intensive e, di conseguenza, è scattata l’allerta. Gli ospedali sono sottoposti a grande stress. L’aumento dei contagi è significativo. Ma l’elemento più importante è sicuramente la soglia del 30%”. Lo spiega l’assessore alla Salute della Regione Abruzzo, Nicoletta Verì, a proposito della nuova classificazione in area “arancione”.

“I numeri che registriamo ogni giorno sono crescenti: ci sono contagi, ci sono focolai – evidenzia – c’è bisogno di attenzione ulteriore. Dal punto di vista tecnico abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare e lo abbiamo fatto in modo preciso. Ora l’inserimento in fascia arancione serve per rimarcare che bisogna rispettare le regole: i cittadini devono indossare le mascherine, adottare il distanziamento sociale, igienizzarsi di frequente le mani e limitare in ogni modo i contatti con persone non conviventi”.

“Superate”, secondo Verì, le ipotesi avanzate dal Comitato regionale emergenza-urgenza Abruzzo (Crea) al Comitato tecnico scientifico regionale a proposito di misure più restrittive per l’Aquilano e il Teramano, aree più duramente colpite dal virus in queste settimane: “Le ipotesi che il Crea aveva chiesto al Cts di valutare – conclude – riguardavano le stesse misure previste in area arancione e quindi ora sono superate”.

Interpellato dal quotidiano Il Centro, Claudio D’Amario, direttore del dipartimento regionale alla Salute, spiega a questo proposito che “l’Abruzzo ha un indice Rt (rischio di trasmissibilità del virus) che potremmo definire medio. Siamo in attesa dei nuovi dati e della classificazione da parte del ministero della Salute, che sposterà qualche pedina, nello scenario nazionale. Non credo che, per noi, ci saranno novità: l’Abruzzo non dovrebbe slittare in fascia arancione. I numeri analizzati sono quelli relativi alla 25esima settimana, nel periodo che va dal 26 ottobre al primo novembre”.

Escluso invece che regioni rosse o arancioni riescano a scendere a un livello meno grave: per abbassare i livelli di rischio servono almeno due settimane di monitoraggio.

IL MODELLO DI AUTOCERTIFICAZIONE PER GLI SPOSTAMENTI: https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2020-10/modello_autodichiarazione_editabile_ottobre_2020.pdf