ROMA – Anche in età infantile l’infezione da Sars-CoV-2 “può comportare dei rischi per la salute: circa 6 bambini su 1.000 vengono ricoverati in ospedale e circa 1 su 7.000 in terapia intensiva”.

E anche nei casi (la grande maggioranza) nei quali l’infezione decorre in maniera quasi completamente asintomatica “non è possibile escludere la comparsa di complicazioni, come la sindrome infiammatoria multisistemica e la comparsa di effetti indesiderati a distanza di tempo (long Covid)”.

Così l’Iss nel Primo piano appena pubblicato su efficacia dei vaccini per i bimbi nel ridurre il rischio di infezione (91%) e fake news.

L’Iss evidenzia, nel suo Primo Piano, innanzi tutto la fake news secondo la quale i bambini non si ammalano di Covid e se si ammalano non muoiono, manifestano sintomi lievi e hanno bassa capacità di trasmettere il virus per cui è inutile vaccinare.

Rispetto a questo, l’Istituto superiore di sanità sottolinea che “dall’inizio dell’epidemia nella fascia 6-11 anni ci sono stati oltre 263mila casi, 1453 ricoveri in reparti ordinari, 36 ricoveri in Terapia Intensiva e 9 decessi (dati all’1/12/2021). Nelle ultime settimane il numero di contagi in questa fascia di età è nettamente in crescita”. Fascia di età (5-11 anni) per cui dal 16 dicembre prossimo parte in Italia la vaccinazione anti-Covid.

In particolare, sui rischi da effetti avversi, l’Iss rassicura sul fatto che l’Ema, l’agenzia regolatoria europea sui medicinali, ha concluso che il rapporto tra benefici e rischi è positivo anche per la fascia d’età 5-11 anni; nei più piccoli, inoltre, “si osserva un minore rischio di sviluppare miocarditi o pericarditi, e non sono stati segnalati casi durante i test clinici”.

Le informazioni di sicurezza oggi disponibili riguardano non solo i 3.000 bambini che hanno ricevuto il vaccino durante la sperimentazione clinica, ma comprendono anche i primi dati raccolti negli oltre 3 milioni di 5-11enni già vaccinati negli Stati Uniti. La sicurezza sarà sotto costante e stretto monitoraggio.

Inoltre, chiarisce l’Iss, “non ci sono studi che hanno dimostrato una correlazione” tra il vaccino e una agevolazione dei processi infiammatori che provocano cambiamenti nel sangue dei più piccoli come anche non è vero che i vaccini indeboliscono il sistema immunitario ancora non sviluppato dei bambini.

“Il vaccino anti Covid, così come gli altri, ‘insegna’ al sistema immunitario a riconoscere l’agente infettivo prima dell’effettiva esposizione, contribuendo così a rafforzarlo”.