ROMA – Si svuotano, lentamente ma costantemente, gli ospedali italiani travolti dalla seconda e poi dalla terza ondata dell’epidemia di Covid.
Da settimane sia i ricoveri ordinari che le terapie intensive sono tornati ampiamente sotto la soglia di guardia, fissata rispettivamente al 40% e al 30% del totale dei posti letto: oggi per entrambe il tasso di occupazione è al 18%. Ma il dato più eclatante è sui numeri assoluti: in un mese i ricoveri si sono dimezzati.
Il 19 aprile scorso le terapie intensive occupate da malati Covid erano 3.244, oggi sono 1.643. Mentre i ricoveri nei reparti ordinari erano 23.742: oggi sono 11.018. Con un’accelerazione della discesa negli ultimi 7 giorni: le intensive sono calate del 18%, i ricoveri ordinari del 23%. Un calo che ha coinvolto tutte le regioni, ma spicca la Lombardia, se non altro in termini numerici: aveva ben 708 ricoveri in terapia intensiva, oggi ne ha 337, e 4.623 ricoveri ordinari, mentre oggi sono 1.920.
Un trend nazionale che non è dovuto solo alle uscite (dimissioni e decessi, questi ultimi peraltro a loro volta in calo), ma a un chiaro rallentamento nei ricoveri: il 19 aprile si registravano 141 ingressi in terapia intensiva, oggi sono 70.






