L’AQUILA – Italia sempre più in zona rossa, con un’ulteriore stretta sulle misure che potrebbe andare da nuove chiusure nei weekend a un coprifuoco più esteso fino a un nuovo lockdown. Sono diverse le ipotesi che nelle prossime ore il Comitato tecnico scientifico e il governo di Mario Draghi saranno chiamati a valutare per contrastare in maniera più efficace la nuova impennata di contagi di Coronavirus e la diffusione delle varianti, a cominciare da quella inglese. Sul tavolo c’è anche l’idea che il divieto di circolazione, ora fissato dalle 22 alle 5, possa essere anticipato di due o tre ore, dunque anche alle 19. Altra possibile misura è la chiusura dei negozi nelle zone in cui sono chiuse anche le scuole.
“La pandemia non è ancora sconfitta ma si intravede, con l’accelerazione del piano dei vaccini, una via d’uscita non lontana”, ha detto il premier Draghi in un videomessaggio alla conferenza «Verso una Strategia Nazionale sulla parità di genere”. Per il presidente del consiglio “ci troviamo tutti di fronte, in questi giorni, a un nuovo peggioramento dell’emergenza sanitaria. Ognuno deve fare la propria parte nel contenere la diffusione del virus. Ma soprattutto il governo deve fare la sua. Anzi deve cercare ogni giorno di fare di più”, ha poi aggiunto: “Mai avremmo pensato che un anno dopo ci saremmo trovati a fronteggiare un’emergenza analoga e che il conto ufficiale delle vittime si sarebbe avvicinato alla terribile soglia dei centomila morti. Dobbiamo al rispetto della memoria dei tanti cittadini che hanno perso la vita il dovere del nostro impegno”.
Oggi in Abruzzo si sono verificati 273 nuovi casi, 12 le vittime con il conto che sale a 1.813. Maggiori nuovi contagi si sono registrati in provincia di Chieti, 96, seguita dalla provincia di Teramo, 54, dalla provincia dell’Aquila, 51, mentre è finalmente una buona notizia che in provincia di Pescara, la più martoriata dalla terza ondata, i nuovi casi oggi sono stati solo 39, quando nei giorni scorsi hanno superato anche le 200 unità. Aumentato di 22 i ricoveri in terapia non intensiva, dove le presenze restano invariate.
L’Abruzzo resta comunque nel gruppo delle regioni classificate ad “alto rischio”, assieme a Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Marche. Tutte le altre sono a “rischio moderato”, tranne la Sardegna che è a “rischio basso”.
Sono 11 le Regioni, tra cui l’Abruzzo, sono già oltre la soglia critica del 30% di posti letto occupati in terapia intensiva e altre quattro sono vicine al limite: questi i dati: Abruzzo (40%), Emilia Romagna (37%), Friuli Venezia Giulia (33%), Lombardia (40%), Marche (42%), Molise (49%), PA di Bolzano (38%), PA di Trento (53%), Piemonte (32%), Toscana (34%) e Umbria (58%).
Per quanto riguarda invece i posti occupati da pazienti Covid nei reparti ospedalieri di malattie infettive, pneumologia e medicina generale, la quota nazionale sale al 33%, ancora sotto la soglia critica del 40%, ma 3 punti percentuali in più rispetto ai dati del primo marzo.
In questo caso, la soglia critica viene superata da 7 regioni, ovvero 2 in più rispetto a una settimana fa: Abruzzo (43%), Emilia Romagna (45%), Lombardia (44%), Marche (52%), Molise (43%), Piemonte (40%) e Umbria (50%).
Diversi governatori sono in pressing affinché le scuole vengano chiuse in tutta Italia, prende corpo anche l’eventualità di una chiusura dei negozi almeno dove si pratica già la didattica a distanza. In ogni caso, per i tecnici la chiusura della scuola nelle aree in cui il virus è particolarmente diffuso va abbinata a misure più restrittive in genere. Intanto la zona rossa è già scattata per Campania, Molise e Basilicata, mentre anche Friuli Venezia Giulia e Veneto sono finite in zona arancione.
Intanto una buona notizia è che c’è il via libera al vaccino AstraZeneca anche per le persone over 65. È stata emanata infatti la circolare del ministero della Salute firmata dal direttore generale della prevenzione Gianni Rezza, ed è stata pubblicata.
Il vaccino potrà quindi essere somministrato da subito a tutti i soggetti sopra i 18 anni, a eccezione dei pazienti identificati “come estremamente vulnerabili in ragione di condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici o per patologia concomitante che aumenti considerevolmente il rischio di sviluppare forme fatali di COVID-19”. La decisione fa seguito a un parere favorevole del Consiglio Superiore di Sanità.
IL BOLLETTINO DI OGGI IN ABRUZZO
Rispetto a ieri in Abruzzo si registrano 273 nuovi casi (di età compresa tra 2 mesi e 95 anni).
Il bilancio dei pazienti deceduti registra 12 nuovi casi e sale a 1813 (di età compresa tra 71 e 95 anni, 2 in provincia di Chieti, 1 in provincia di Teramo, 9 in provincia di Pescara). Del totale odierno, 5 casi sono riferiti a decessi avvenuti nei giorni e comunicati solo oggi dalle Asl.
Lo comunica l’Assessorato regionale alla Sanità.
Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 42510 dimessi/guariti (+379 rispetto a ieri).
I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 48, di cui 11 in provincia dell’Aquila, 8 in provincia di Pescara, 16 in provincia di Chieti e 13 in provincia di Teramo.
Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 13444 (-121 rispetto a ieri).
Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 784667 tamponi molecolari (+3524 rispetto a ieri) e 287456 test antigenici (+6152 rispetto a ieri).
Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 2.8 per cento.
665 pazienti (+22 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 84 (invariato rispetto a ieri con 3 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 12695 (-143 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
Del totale dei casi positivi, 13825 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+51 rispetto a ieri), 14552 in provincia di Chieti (+96), 15291 in provincia di Pescara (+39), 13387 in provincia di Teramo (+54), 442 fuori regione (invariato) e 270 (+30) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.







