ROMA – L’Agenzia europea dei medicinali (Ema) procederà, secondo quanto si apprende, ad una valutazione dei dati scientifici ad oggi disponibili sull’ipotesi di utilizzo di un mix di vaccini tra prima e seconda dose, e verificherà se tali dati sono sufficienti a formulare una raccomandazione in merito.
Ieri, nel corso della sessione del Consiglio europeo dedicata al Covid, il presidente del Consiglio Mario Draghi avrebbe proposto di chiedere all’Ema di pronunciarsi sulla questione il più presto possibile, perché questo aumenterebbe la flessibilità per gli Stati membri nell’approvvigionamento dei vaccini anti-Covid.
“Era una cosa che ci aspettavamo, perché anche per altre vaccinazioni dell’infanzia l’interscambiabilità” di diversi vaccini “era già stata validata e ora gli studi lo stanno confermando” per Covid-19. “Nel prossimo futuro, alla luce di ulteriori richiami del vaccino che saranno molto probabilmente necessari”, l’ipotesi di somministrare dosi di diversi vaccini “si rivelerà utile” per avere “dal punto di vista logistico grandi quantità di vaccini”. Così Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università Statale di Milano, commenta all’Adnkronos Salute l’ipotesi della diversificazione dei vaccini. “Ciò permetterà inoltre – sostiene Pregliasco – maggiore serenità nell’adozione del vaccino AstraZeneca, che purtroppo finora ha avuto una narrazione negativa”.






