ROMA – Allo scadere del decreto di Natale, valido fino al 6 gennaio, tornerà il regime delle fasce regionali che il governo determinerà dopo le verifiche degli esperti sull’andamento del contagio. A questo riguardo, è attesa per la prossima settimana, ma non è stato ancora reso noto quando, la riunione della cabina di regia per il Monitoraggio Regionale, che verifica i dati epidemiologici sulla base dei 21 parametri. Subito dopo il governo prenderà le sue decisioni.
Arriva da un documento delle Regioni la richiesta, ora al vaglio dell’Iss, di apportare alcuni cambiamenti che potrebbero influire sui 21 indicatori per stabilire l’assegnazione delle zone. Tra questi, secondo quanto si è appreso, un diverso metodo di calcolo dei tamponi antigenici e molecolari effettuati, che potrebbe poi influire sul tasso di positività. Ad essere rivalutata potrebbe essere anche la definizione dei “casi” e strategie di esecuzione dei test.
Intanto la campagna vaccinale in Italia entra nel vivo e, tra Vaccine Day e i primi due giorni della fase 1, il numero di persone alle quali sono state somministrate le dosi ha raggiunto quota 36 mila (35.850). I più vaccinati sono gli operatori sanitari, poi il personale non sanitario e, infine, gli ospiti delle strutture residenziali. Il piano predisposto dal governo è agli inizi, ma è partito e procede senza intoppi con regioni che hanno deciso di cominciare le vaccinazioni già il 30 dicembre, altre invece il 31.
Al momento nel Paese sono arrivate 479.700 dosi, 9.750 nel Vax Day del 27 dicembre e 469.950 il 30 dicembre, giunte in 10 aeroporti italiani con gli aerei gialli della Dhl. Con il primo rifornimento sono state vaccinate in totale 9.803 persone, oltre il 100% grazie alla possibilità, prevista dall’Aifa, di somministrare anche la sesta dose con un solo flacone. Il 30 dicembre, invece, si è entrati ufficialmente nella Fase 1, quella cioè che prevede la vaccinazione di sanitari e ospiti delle Rsa, una platea di circa 2 milioni di persone.
Da ieri i dati della campagna vaccinale sono disponibili online e in tempo reale sul sito del commissario straordinario per l’emergenza. Stando al report, ad oggi la regione più virtuosa è il Friuli-Venezia Giulia che ha già somministrato il 16,3% delle dosi a disposizione (11.965), pari a 1.948 vaccinati. Seguono la Provincia di Bolzano (16,2%, 971 vaccinati su 5.995 dosi) e il Lazio (15,7%, 7.179 vaccinati su 45.805 dosi). Più in ritardo la Sardegna che, delle 12.855 dosi a disposizione, ne ha somministrate appena 212 (l’1,6%). E’ il Lazio, infine, la regione dove sono state vaccinate più persone, cioè 7.179. La fascia di età più coinvolta è quella tra i 50 e i 59 anni (10.341), seguita da 40-49 (8.281) e da 30-39 (6.342). C’è poi la fascia 60-69 (5.451) e quella 20-29 (3.407). Chiudono gli over 80 (828), gli over 90 (572) e gli over 70 (568). Tra i primi vaccinati ci sono anche 60 persone tra i 16 e i 19 anni, gran parte operatori sociosanitari.






