PESCARA – “Nella regione l’Rt è 1,51, l’occupazione delle terapie intensive è al 18% e quella delle medicine è 30%. L’incidenza in 14 giorni è di 429 casi per 100mila abitanti. Ci sono 3.349 casi per i quali non è stata ricostruita la catena di contagio e 261 nuovi focolai”.

Questo in sintesi il giudizio aggiornato con cui la cabina di regia del Governo ha deciso di far passare l’Abruzzo da regione gialla a regione arancione, con maggiori restrizioni, proporzionali al rischio di diffusione del contagio.

Il posizionamento nella zona rossa, arancione o gialla si basa su due pilastri:  lo scenario, che va da 1 a 4 ed è legato principalmente all’Rt (se questo è sopra 1,5 lo scenario è 4, se è tra 1,25 e 1,5 è 3). E poi rischio, che oggi in Italia è alto o moderato, e si calcola valutando i 21 indicatori fissati nel maggio scorso (dall’occupazione dei letti alla qualità del tracciamento, dalla capacità di comunicare i propri dati all’incidenza). Se il rischio è alto e lo scenario è 4 si va in zona rossa, se il rischio è alto e lo scenario è 3 in zona arancione. In tutti gli altri casi la zona è gialla.

Per fare un duplice confronto: la Lombardia è regione rossa, nello scenario 4 con rischio alto in quanto l’Rt è 1,99, l’occupazione delle terapie intensive al 32% e quella delle medicine al 31%. L’incidenza in 14 giorni è di 877 casi per 100mila abitanti. I casi per i quali non è stata ricostruita la catena di contagio sono 29.855 e i nuovi focolai 1.499. Si segnala il sovraccarico delle terapie intensive e focolai in Rsa, case di riposo e ospedali. E’ a rischio alto da più di 3 settimane.

Mentre le Marche restano regione gialla, nello scenario 1 e con rischio moderato in quanto
l’Rt è 1,01, l’occupazione delle terapie intensive al 23% e quella delle medicine al 26%. L’incidenza in 14 giorni è di 387 casi per 100mila abitanti. I casi per i quali non è stata ricostruita la catena del contagio sono 1.790, i nuovi focolai 218.