MILANO – Tutti i lombardi vaccinati contro il covid entro fine giugno. Il neo consulente del piano vaccinale della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, spinge sull’acceleratore e punta a “una massiccia campagna di vaccinazione, 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana”.
In conferenza stampa, l’ex capo della Protezione civile, attorniato dal governatore Attilio Fontana, dalla vicepresidente Letizia Moratti e dall’assessore Pietro Foroni, ha detto: “Il traguardo di vaccinare tutta la Regione Lombardia prima della fine di giugno, se avremo vaccini, è assolutamente possibile e ce la faremo, ve lo garantisco”.
Per il suo incarico, Bertolaso ha poi spiegato che non prenderà neppure un euro, “sarà tutto gratis”. Il piano vaccinale lombardo, inoltre, prevede che la prima fase si concluderà entro il 23 febbraio e che il giorno dopo ci sia l’avvio della seconda fase con la somministrazione delle vaccinazioni agli ultraottantenni. E la fase ‘massiva’ della vaccinazione riguarderà 6,6 milioni di persone. Sull’approvvigionamento dei vaccini, Bertolaso si è detto “molto ottimista. Avremo ancora i mesi di febbraio e marzo che saranno difficili”, ma “da aprile saremo inondati di dosi”.
Il problema sarà un altro: “Avremo 4, 5 tipologie diverse, quindi la parte logistica sarà complessa, ma ce la faremo perché saremo tutti coinvolti”.
Bertolaso ha auspicato la messa a punto di “un decreto legge su ‘norme e agevolazioni e linee guida per l’attuazione del piano vaccinale nazionale'”, che “non sarebbe una cattiva idea”. Per l’ex capo della Protezione civile “risolveremmo problemi come: l’impiego degli specializzandi, medici in pensione e stoccaggio, e anche quello dei volontari di protezione civile. La cosa incredibile è che con le attuali norme vigenti i volontari di protezione civile non possono essere utilizzati” come servirebbe.
Bertolaso ha quindi invitato tutte le istituzioni a collaborare contro il covid. “Non c’è nessuna contrapposizione” con il governo, “siamo tutti responsabili nell’affrontare questo problema” dell’epidemia di coronavirus”, ha spiegato.
“Il coronavirus – ha aggiunto – è il soggetto più democratico che abbia conosciuto, è assolutamente imparziale, non guarda in faccia nessuno, non ha tessere di partito e ci sta dando grossi problemi. Io se vado a Milano non vado a vaccinare Letizia Moratti o Attilio Fontana vado a dare una mano a vaccinare 10 milioni di italiani residenti in Lombardia”. Adesso “finalmente possiamo scendere in campo con i vaccini e cosa facciamo ci mettiamo a discutere? mi sembra incredibile”.
“Io – ha rivendicato Bertolaso – sono un uomo delle istituzioni, un funzionario dello Stato, anche se sono pensionato e darò tutta la mia vita per risolvere problemi di questo amato Paese. Questa è la ragione per cui sono qui”. Il consulente della Regione ha definito la campagna vaccinale anticovid “la più importante operazione di Protezione civile mai realizzata in Italia”, “una squisita, genuina, pura, operazione di emergenza di protezione civile”.
Sia Fontana che Moratti hanno si sono detti “orgogliosi” della collaborazione con Bertolaso. Entrambi hanno poi sottolineato la difficoltà di produrre vaccini in Lombardia. “Sicuramente si tratta di un argomento affascinante ma di estrema difficoltà per la realizzazione e per i cambiamenti che dovrebbero essere apportati alle singole attività. Quindi credo che sia abbastanza complesso”, ha spiegato il governatore.
“Io – ha aggiunto Moratti – mi sono attivata per sentire sia dai vertici di Assolombarda sia da Farmindustria la possibilità di produrre in tempi brevi su licenze obbligatorie. Le aziende non ritengono che sia fattibile e la stessa cosa ci è stata risposta dal commissario Arcuri quando gli è stata posta la domanda nella conferenza Stato-Regioni”. La vicepresidente ha aggiunto che le è “stata segnalata una complessità, le aziende non ritengono possibile dare delle risposte nei tempi tecnici necessari”.






