ROMA – “L’audizione del ministro Gualtieri conferma i dubbi che la Lega ha espresso sulla capacità di dialogo del nostro Governo a Bruxelles”.
Così, riporta l’Ansa, il responsabile economia della Lega, il senatore Alberto Bagnai, eletto in Abruzzo.
“Esiste un serio e concreto rischio – continua Bagnai – che le norme europee sugli aiuti di Stato costringano alcune imprese a restituire almeno in parte le agevolazioni erogate grazie ai decreti dal Cura Italia in poi. Il quadro temporaneo approvato a marzo prevede un tetto di 800 mila euro a impresa. Il carattere frammentario delle misure proposte, da noi sempre stigmatizzato, l’opacità delle procedure in altri Stati europei, che non gestiscono un loro registro nazionale aiuti, e l’ambiguità sul concetto di ‘impresa’ da utilizzare ai fini del calcolo, rendono di fatto impossibile per le imprese italiane accertare se stiano superando questo plafond”.
“Come esplicitamente chiarito dalla Direzione Generale Concorrenza della Commissione Europea, la nozione europea di ‘impresa’ non si riferisce alla singola azienda, ma a un gruppo di aziende impegnate in una singola attività economica. Questo significa che se un gruppo di quattro aziende è unito in gruppo, il plafond di 800 mila euro diventa 200 mila euro ad azienda. Un tema concreto e allarmante, sollevato dalle categorie produttive già a giugno, smentito dal ministro Amendola a luglio, ma rispetto al quale il ministro Gualtieri in audizione non è riuscito a dare risposte circostanziate”, afferma ancora il senatore leghista.
“La sua generica affermazione che ‘questo rischio non esiste’- conclude Bagnai – è smentita dall’articolo 107 della Legge di bilancio, che esenta dalla ‘tagliola’ europea gli aiuti concessi laddove vengano rimborsati entro il 30 giugno”.





