L’AQUILA – “Il ministro Speranza mi ha appena comunicato che la Regione Abruzzo sarà arancione, come gran parte del territorio nazionale”.
Lo ha dichiarato il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio.
Il premier Giuseppe Conte ha intanto firmato il nuovo dpcm con le misure per il contrasto all’emergenza Covid. La nuova stretta entrerà in vigore domani.
Nonostante la Cabina di regia abbia registrato impatto basso, probabilità moderata, nessuna allerta, livello di rischio complessivo moderato, l’indice RT a 1,12 (praticamente allineato alla media nazionale) porta l’Abruzzo in arancione a partire da domenica.
Oltre all’Abruzzo diventano arancioni Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta.
Andranno in area rossa la provincia autonoma di Bolzano, Lombardia e Sicilia
Restano in area arancione Calabria, Emilia-Romagna e Veneto.
Da quanto si apprende dal Ministero della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà nelle prossime ore una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domenica 17.
“Purtroppo la nuova soglia più restrittiva recentemente approvata dal Governo produce questo risultato -spiega Marsilio -. Torneranno quindi a chiudere bar e ristoranti, che potranno tornare a fare solo asporto. I bar con la nuova ulteriore limitazione fino alle ore 18”.
“Rinnovo con ancora maggior vigore la richiesta al Governo di fare presto con gli indennizzi, altrimenti queste nuove restrizioni rischiano di trasformarsi in una mazzata mortale per interi settori. Stesso discorso per la filiera del turismo invernale, colpito dallo spostamento al 15 febbraio della riapertura, cosa che per molti impianti vuol dire di fatto aver perso l’intera stagione o quasi”, spiega Marsilio.
IL NUOVO DPCM DI CONTE
Il dpcm firmato da Conte entrerà in vigore domani sabato 16 gennaio, oltre a confermare la stretta su aperture e spostamenti e a inasprire i parametri della classificazione cromatica, concede qualche allentamento.
Come l’agognata zona bianca che, per chi raggiunge i 50 positivi per 100mila abitanti, segna il ritorno alla normalità o l’apertura contingentata e solo nei giorni feriali dei musei in zona gialla e la ripartenza delle crociere di navi italiane.
Anche per chi arriva dall’Ue non servirà più la quarantena, ma basterà un tampone rapido fatto nelle 48 ore precedenti.
Niente da fare, invece, fino al 5 marzo, per gli arrivi da Gran Bretagna e Irlanda. Ecco in 10 punti le nuove misure introdotte a cornice dal decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri e firmato da Conte.
Spostamenti tra Regioni
Gli spostamenti tra tutte le regioni sono bloccati fino al 15 febbraio, anche per quelle in zona gialla. Tra le deroghe i consueti motivi di necessità, lavoro, salute. Non si potrà fare visita ai genitori residenti in un’altra regione, a meno che non siano soli e non autoautosufficienti. Ma anche in questo caso si potrà spostare solo una persona, portando con sè eventuali figli minorenni.
Scuola
Sulla riapertura delle scuole superiori, che il Dpcm prevede da lunedì (tranne in zona rossa) con presenza dal 50 al 75 per cento, ogni regione continuerà a poter adottare ordinanze più restrittive. Si valuta anche il ritorno in aula nelle università. Visite ad amici e familiari consentite una volta al giorno (solo all’interno del comune in zona arancione o rossa), in due persone con minori di 14 anni.
Ricongiungimenti
Il ricongiungimento con il partner è previsto tra le cause di necessità e va giustificato con autocertificazione e consentito solo nell’abitazione che la coppia normalmente condivide e non, ad esempio, in una seconda casa fuori regione. Come è sempre consentito il ritorno al proprio comune di residenza, domicilio o abitazione per chi si trova altrove.
Seconde case
Chi è in zona rossa non potrà andarci, perché ci si può muovere solo per lavoro, salute o necessità. Chi è in zona arancione può raggiungere la seconda casa solo se questa si trova all’interno dello stesso comune, chi è in zona gialla o chi riuscirà a entrare in zona bianca potrà andare ma, almeno fino al 15 febbraio, solo all’interno dei confini regionali.
Visite in casa
È consentito ricevere a casa propria non più di due persone, eventualmente con bambini minori di 14 anni o con disabili a carico, una sola volta al giorno. Ci si potrà spostare in non più di due persone per andare a trovare amici o familiari in un’abitazione privata. Se si è in zona arancione o rossa solo all’interno del proprio comune, in zona gialla o bianca invece ci si potrà muovere all’interno della regione.
Bar e ristoranti
Nelle zone rosse e arancioni i locali non saranno aperti al pubblico. Nelle regioni che rimarranno in giallo, invece, bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie saranno aperti fino alle 18 con l’obbligo di non più di 4 persone per tavolo. Nelle zone bianche potranno riaprire anche a cena.
Cibo d’asporto
Vietata per i bar la vendita di bevande da asporto dopo le 18. Ristoranti, pizzerie, paninerie possono continuare a vendere cibo fino alle 22. La lista degli esercizi, con i rispettivi codici Ateco, che potranno continuare a vendere con l’asporto sarà allegata al Dpcm. Sempre consentita, invece, la consegna a domicilio.
Musei
I musei riapriranno solo nelle zone gialle e nelle zone bianche, ma soltanto durante i giorni feriali e con un meccanismo di prenotazione che consentirà di contingentare le visite e rispettare il distanziamento. Non ci saranno mostre aperte, ma si visiteranno solo le esposizioni permanenti. Nelle zone arancioni e rosse invece i musei rimarranno ancora chiusi. Cinema e teatri chiusi ovunque.
Sport
Gli impianti di risalita rimarranno ancora chiusi e dunque non sarà possibile praticare lo sci a meno che non si faccia fondo in solitaria. Restano ancora chiuse palestre e piscine. Praticabili, invece, gli sport all’aperto ma sempre osservando la distanza di sicurezza di almeno due metri, anche se si corre o si va in bicicletta o si fa ginnastica in uno spazio aperto. Proibiti gli sport di squadra o di contatto.
Negozi
Negozi, parrucchieri, centri estetici e parrucchieri sono aperti in zona gialla e in zona arancione (in questo caso non i centri estetici), mentre in zona rossa potranno aprire solo quelli di generi alimentari e di servizio (tabaccai).
ISS: “AUMENTANO CONTAGI”
La bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute, ha evidenziato che la settimana in valutazione, dal 4 al 10 dicembre, si osserva un ulteriore lieve aumento della incidenza nel Paese (183,36 per 100.000 abitanti).
L’incremento dell’incidenza è stato “relativamente contenuto grazie alle misure di mitigazione adottate nel periodo festivo”
Si osserva un aumento complessivo del rischio di una epidemia non controllata e non gestibile nel Paese dovuto ad un aumento diffuso della probabilità di trasmissione di SARS-CoV-2 in un contesto in cui l’impatto sui servizi assistenziali rimane alto nella maggior parte delle Regioni/PPAA.
L’indice Rt è stato pari a 1,09 in aumento da cinque settimane.
Undici Regioni riportano una classificazione di rischio alto (contro 12 la settimana precedente), 10 a rischio moderato (di cui 4 ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e nessuna a rischio basso.
Nove regioni (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta) hanno un Rt puntuale maggiore a uno nel limite inferiore, compatibili con uno scenario tipo 2. Altre 10 hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno ma sono tutte, tranne una, con un Rt medio sopra uno o appena sotto.
Due Regioni (Bolzano e Lombardia) hanno un Rt puntuale maggiore di 1,25 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 3.
Valore elevato di incidenza nella settimana di monitoraggio nella Regione Veneto (365,21 per 100.000 abitanti), PA di Bolzano (320,82), Emilia Romagna (284,64), e Friuli Venezia Giulia (270,77). E su tutto il territorio è ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti.
“Il Ssn ha mostrato i primi segni di criticità – si legge – quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni e una criticità di tenuta dei servizi con incidenze elevate”.
Sono 12 le Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (contro le 13 della settimana precedente) mentre il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale continua a essere sopra la soglia critica (30%).
Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in lieve aumento da 2.579 (04/01/2021) a 2.636 (12/01/2021); il numero di persone ricoverate in aree mediche aumenta anche lievemente, passando da 23.317 (04/01/2021) a 23.712 (12/01/2021)






