PESCARA – Nell’Abruzzo a “rischio basso”, sono 61 i nuovi casi di Coronavirus registrati nelle ultime ore, di età compresa tra 3 e 90 anni, emersi dall’analisi di 2.877 tamponi molecolari e 4.235 test antigenici: il tasso di positività è pari a 0.85%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 81.225.
Il bilancio dei pazienti deceduti non registra nuovi casi e resta fermo a 2.544. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 76.907 dimessi/guariti (+84 rispetto a ieri).
Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 1.774 (-24 rispetto a ieri). Nel totale sono ricompresi anche 417 casi riguardanti pazienti persi al follow up dall’inizio dell’emergenza, sui quali sono in corso verifiche.
55 pazienti (-3 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 5 (invariato rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 1714 (-18 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
Del totale dei casi positivi, 20.622 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+7 rispetto a ieri), 20.690 in provincia di Chieti (+15), 19.639 in provincia di Pescara (+17), 19486 in provincia di Teramo (+19), 670 fuori regione (-1) e 118 (+3) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
Intanto, solo una Regione, il Lazio, risulta classificata a rischio moderato (la scorsa settimana erano quattro), con le restanti 20 Regioni e Province autonome a rischio basso.
È quanto emerge dalla bozza del report settimanale di monitoraggio di ministero della Salute e Iss.
Solo una Regione/PA riporta un’allerta di resilienza (la Provincia di Bolzano). Nessuna riporta molteplici allerte di resilienza. In diminuzione il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (7.070 vs 8.482 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in lieve aumento (34% vs 33% la scorsa settimana). Diminuisce leggermente invece la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (45% vs 46%). Resta stabile la percentuale di casi diagnosticata attraverso attività di screening (21% vs 21%).






